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            <pubDate>Thu, 1 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
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      <docs>http://www.audioscrobbler.net/data/webservices</docs>      <title>InFunkWeTrust's Last.fm Journal</title>
      <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal</link>
      <description>The Last.fm journal for InFunkWeTrust.
        Last.fm journals are a place to talk about all things music.</description>
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         <title>Vino &amp; Vinile, L'aperitivo in jazz</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2011/03/21/4aa7k1_vino_&_vinile,_l%27aperitivo_in_jazz</link>
         <pubDate>Mon, 21 Mar 2011 15:05:40 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><a href="http://www.last.fm/event/1869178+Jazz+Explosion+-+Apericena+-+Concerto+-+Dj-Set+-+Ingresso+Gratuito" class="bbcode_event">Dom 20 Mar – Vino &amp; Vinile: Il Piacere va oltre 12 pollici</a><br /><br />un Djset  jazz sapiente, per non parlare del vino e il buffet, buono da paura.....<br />Very  Nice Good vibrations!!!<br />Finalmente fuori dal ghetto....si dal ghetto brianzolo.  <br />Domenica prox ci ritonrno</div>]]></description>
               </item>
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         <title>Comunicato Stampa: Vino &amp; Vinile, un’espressione sensoriale</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2011/03/09/49hepn_comunicato_stampa:_vino_&_vinile,_un%E2%80%99espressione_sensoriale</link>
         <pubDate>Wed, 9 Mar 2011 14:33:54 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">COMUNICATO STAMPA<br /><br />Vino &amp; Vinile. Il Piacere va oltre 12 pollici<br /><br /><img src="http://baritaliacantu.altervista.org/blog/wp-content/uploads/mini_locandina_vino_vinile.jpg" /><br /><br /><br /><br />“Il termine Vinile viene utilizzato dal 1863 per indicare un materiale ricavato dall’etilene. <br />Il prefisso della parola Vinile deriva dal Latino “vinum” poiché sia vino che vinile contengono alcool etilico.”<br />Dizionario Etimologico Douglas Harper<br /><br />Cantù (CO), 2011 – Arriva al Bar Italia di Cantù il primo ciclo di aperitivi domenicali dedicati al vino e ai dischi in vinile. I primi appuntamenti saranno orientati al jazz e a tutti quei grooves connessi. Per l’occasione Dj Kresko McNamara riapre le teche private e scodellerà sopra i suoi piatti ottimo vinile. Mentre sul piatto dei partecipanti? Sul piatto non girano solo i vinili ma anche un buffet genuino e generoso accompagnato da un buon calice di vino, per un percorso eno-musicale multisensoriale che vi porterà, solco dopo solco, ad apprezzare un aperitivo<br />tutto nuovo a tempo di jazz, funk, soul, brazilian beat, latin, afrobeat.<br /><br />LOCATION:<br />Bar Italia<br />Cantù (CO)<br />Corso Unità d'Italia 2<br /><br />DATA E ORARI EVENTO:<br />Dal 20 Marzo<br />ogni domenica<br />dalle h. 18.00<br /><br />CONTATTI E INFO:<br />333/6728019<br /><a href="mailto:baritalia2008@gmail.com">baritalia2008@gmail.com</a><br /><br />DIREZIONE ARTISTICA<br />E PRODUZIONE:<br />Bar Italia - baritaliacantu.it<br /><br />Un’espressione sensoriale: dedicare del tempo a se stessi, agli altri e allo stare bene insieme – Oltre alla musicale assonanza della lingua italiana tra i due termini, l’idea di associare Vino &amp; Vinile nasce inizialmente dal piacere che si ha nel dedicare tempo a se stessi assaporando del buon vino e ascoltando buona musica.<br /><br />L’esperienza sensoriale provata affiora alla memoria, creando quella magia rituale di preparazione legata al supporto:<br /><br />- scegliere il disco, estrarlo dal proprio scaffale, apprezzarne la copertina iniziando ad ascoltare con gli occhi e, toccando con mano, si avverte già che i nostri gesti ci accompagneranno ad aprire i nostri sensi.<br /><br />- Dalla fodera interna si estrae il disco e spolverandone la superficie si inizia ad avvertire una prima energia…quella elettrostatica.<br /><br />- Controlliamo il lato A mentre il B si adagia sul piatto e con molta cura (anzi con delicatezza perché ogni nostro movimento è letteralmente amplificato) portiamo la puntina verso i primi solchi.<br /><br />A questo punto siamo pronti, ci sediamo sulla nostra comoda poltrona e veniamo subito scaldati dai primi glitch per poi immergerci nei nostri sensi sorseggiando del buon vino.<br /><br />La stessa cosa accade anche quando i nostri amici vengono a trovarci per la cena o per un aperitivo, prepariamo per loro delle pietanze, preferibilmente utilizzando le nostre migliori ricette, inserendo tutti quegli ingredienti, che i libri di cucina, a nostro avviso dovrebbero riportare o per lo meno, consigliare “a proprio piacimento”, come ad esempio condividere buona musica.<br /><br />Con l’identico intento Bar Italia vuole offrire una chiave di lettura e avvicinare a quegli ingredienti che pur essendo essenziali, i ricettai non elencano. Bar Italia vi invita ad un’esperienza collettiva multisensoriale scegliendo i migliori<br />accostamenti culinari per un “Aperitiv(in)o” guidato da DJ musicofili che a gran titolo saranno i “cuochi di casa”.<br /><br />La scelta degli “ingredienti” ricade sulla musica jazz e su tutti gli afro-grooves ad essa connessa, consapevoli che l’abbinamento tra musica e bevande alcoliche è ben conosciuto e radicato in diverse culture e se tutto è ben dosato “dove c’è gusto non c’è eccesso”.<br /><br />Vino &amp; Jazz un crocevia di culture – Il connubio tra Vino e Jazz trae spunto dalle origini della Palm Wine Music, così chiamata perché suonata nei piano bar per accompagnare la consumazione del vino di palma. La Palm Wine Music o, meglio conosciuta in Sierra Leone come Maringa, risale ai giorni in cui i portoghesi portarono le prime chitarre nell'Africa occidentale a rappresentanza della prima contaminazione tra musica occidentale e musica africana. <br /><br />I primi chitarristi africani suonavano durante i raduni e le feste dove si beveva vino di palma. Presso molte culture questa pratica si è arricchita nel tempo di valenze simboliche e sociali. In Congo e in altre parti dell'Africa occidentale, il vino di<br />palma viene bevuto nel corso di molte cerimonie rituali, per esempio in occasione di matrimoni e nascite. In Nigeria si usa versare al suolo un po' di vino di palma per onorare gli antenati.<br /><br />Data la notevole importanza sociale del vino di palma in molte culture africane, non stupisce che siano numerosi anche i riferimenti in diverse forme d'arte, ed è proprio nella zona di Lagos che si sviluppò negli anni 20 del secolo scorso la cosiddetta Palm Wine Music.<br /><br />Il genere si evolse negli anni 50 nell'Highlife Jazz, nel decennio successivo attraverso le figure di Geraldo Pino originario della Sierra Leone e del<br />nigeriano Fela Kuti nacque l’Afrobeat, consacrato negli anni 70 come importante branchia del jazz africano.<br /><br />“ Stavo suonando Highlife Jazz quando Geraldo Pino venne in città, nel ’66 o poco prima, portando il suo soul. Era qualcosa che stava al di sopra di tutto. Portò con sé in città la musica di James Brown, cantando “Hey, Hey, I feel all right”, con un equipaggiamento audio che nessuno aveva mai visto. In breve tempo quell’uomo fece Lagos a pezzi. Wow, aveva la Nigeria intera in tasca”<br />(Fela Kuti, tratto da: This Bitch of a Life , Carlos Moore, 1982)<br /><br />La musica jazz si rigenera, si raffronta con le sue origini e ritorna per la strada fra la gente e ancora oggi continua a spopolare in tutto il mondo tramite Seun Kuti, figlio di Fela e tanti altri validi artisti.<br />Il buon auspicio – Con questa breve storia è facile riconoscere quanto humus e fermento hanno potuto generare il giusto abbinamento tra una bevanda con alta funzione sociale e diverse confluenze culturali.<br />Anche qui a Cantù, attraverso la formula del DJ-Set, tramite la tradizione tipicamente italiana del vino e le intersezioni culturali oramai radicate nella musica jazz, vorremmo trovare il giusto mix per stimolare nuovi percorsi creativi.<br /><br /><a href="http://baritaliacantu.altervista.org/blog/vino-vinile-aperitivo-e-dj-set/" rel="nofollow">sito ufficiale dell'evento</a><br /><br /><br /><br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Fela+Kuti" class="bbcode_artist">Fela Kuti</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/James+Brown" class="bbcode_artist">James Brown</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Geraldo+Pino" class="bbcode_artist">Geraldo Pino</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/James+Brown" class="bbcode_artist">James Brown</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/afrobeat" class="bbcode_tag" rel="tag">afrobeat</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/jazz" class="bbcode_tag" rel="tag">jazz</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/highlife%20jazz" class="bbcode_tag" rel="tag">highlife jazz</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/nigeria%20music" class="bbcode_tag" rel="tag">nigeria music</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/afro-groove" class="bbcode_tag" rel="tag">afro-groove</a></div>]]></description>
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         <title>ITALY UNDER A GROOVE</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2008/12/24/2cqkog_italy_under_a_groove</link>
         <pubDate>Wed, 24 Dec 2008 12:07:56 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">Finalmente il Natale mi concede un po' di tregua con il tempo tiranno e così riesco dopo tanto tempo a far sentire la mia voce, volendo sottolineare quel che è avvenuto  di importante in quest'ultimi mesi nel panorama Funk italiano.<br />Purtroppo sto scrivendo sull'eco delle trombe suonate già  a fine novembe , ma come dicevano i vecchi dei vecchi ? &quot;Repetita iuvant&quot;..giusto, quindi segnalo il comunicato stampa di un'antologia che racchiude se non il meglio una buona parte di quello che è &quot;lo stato del funk&quot; in Italia.<br /><br />Ragazzi ci siamo.<br /><br />L'antologia di cui sto parlando è il cd &quot; FUNK-IN-ITALIA&quot;; tutto parte dalla sensibilità di Bobby Soul che con il suo entourage credo stia preparando un secondo colpo per il 2009....<br />......un motivo in più per augurarsi Buon Anno e tra qualche ora  Buon Natale<br /><br />IFWT<br /><br />ecco il comunicato:<br /><br />Presentata al MEI la prima compilation che racchiude in un doppio volume i migliori artisti funk della penisola!  Libero da preconcetti, da costrizioni e<br />rifuggendo false formule, ecco il popolo del funk in Italia, parlo di popolo perchè 32 band sono più di una scena. Esse sono lo stato attuale del funk in Italia, esse sono l'espressione del potere a chi suona e a chi vive e lavora e batte il tempo quotidiano a ritmo di sangue sudore e lacrime in musica, la voce della gente che crede in principi alti e nobili come il groove che offre. Quello del funk in Italia è un percorso iniziato in tempi non sospetti quando il<br />Rithm&amp;Blues si cantava in italiano, James Brown e Ike&amp;Tina Turner erano ospiti del sabato sera televisivo più nero che bianco di una smagliante Mina (funky pure lei all'epoca) e i dj cominciavano a suonare lunghi brani neri per mischiarsi<br />sulla pista con la propria gente. Un percorso che arriva dritto ai nostri giorni sull'o nda dell'entusiasmo di gente come Bobby Soul, straordinario nella sua indipendente determinazione! Insomma a guardar bene il funky è dentro<br />di noi, è dentro tutti noi, nessuno escluso, nessuno se ne dimentichi mai! E anche se potrà sembrare faticoso sbarazzarsi di molte cose prima di coglierne l'essenza, pensate al funk come a una dote che la musica aiuta ad<br />individuare, perché esso, quello più propriamente italiano, è il segno distintivo di un artigianato, di un suono unico e verace, potente e intenso, appassionato e mediterraneo nel suo caldo dipanarsi, un linguaggio che non teme confronti,<br />questa compilazione ne è la prova, primo passo verso un riconoscimento di più vaste proporzioni. <br /><br />Ernesto De Pascale<br /><br /> <a href="http://WWW.ILPOPOLODELBLUES.COM" rel="nofollow">WWW.ILPOPOLODELBLUES.COM</a><br /><br /><br />GLI ARTISTI<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Al+Castellana" class="bbcode_artist">Al Castellana</a>(Trieste)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Alessio+Bertallot" class="bbcode_artist">Alessio Bertallot</a>/<a href="http://www.last.fm/music/Marco+Rigamonti" class="bbcode_artist">Marco Rigamonti</a> (Milano)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Bengi+Jumping" class="bbcode_artist">Bengi Jumping</a> (Reggio Emilia)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Bisca" class="bbcode_artist">Bisca</a> (Napoli)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/BOBBY+SOUL+&amp;+LES+GASTONES" class="bbcode_artist">BOBBY SOUL &amp; LES GASTONES</a> (Genova)<br /><br /><span title="Unknown artist" class="bbcode_unknown">COMMANDMENTZ</span> feat <a href="http://www.last.fm/music/Keith+Anderson" class="bbcode_artist">Keith Anderson</a> (Aosta)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Capone+&amp;+BungtBangt" class="bbcode_artist">Capone &amp; BungtBangt</a> (Napoli)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Captain+Mercier" class="bbcode_artist">Captain Mercier</a> (Francia)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/The+Soul" class="bbcode_artist">The Soul</a> (Bologna)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Dirotta+Su+Cuba" class="bbcode_artist">Dirotta Su Cuba</a> (Modena)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/DJ+Trinketto" class="bbcode_artist">DJ Trinketto</a> (Lecce)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/ENRI" class="bbcode_artist">ENRI</a> (Cesena)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Funkallisto" class="bbcode_artist">Funkallisto</a> (Roma)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Fun+Key" class="bbcode_artist">Fun Key</a> (Cagliari)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Funk+Off" class="bbcode_artist">Funk Off</a> (Firenze)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Funk-Totum" class="bbcode_artist">Funk-Totum</a> (Arezzo)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Gege%27+Telesforo+&amp;+Groovinators" class="bbcode_artist">Gege' Telesforo &amp; Groovinators</a> feat <a href="http://www.last.fm/music/Andy+Luotto" class="bbcode_artist">Andy Luotto</a> (Roma)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/+noredirect/Halftones" class="bbcode_artist">Halftones</a> (Reggio Emilia)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Herbadelici" class="bbcode_artist">Herbadelici</a> (Milano)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Isola+di+Niente" class="bbcode_artist">Isola di Niente</a> feat <a href="http://www.last.fm/music/Suriak" class="bbcode_artist">Suriak</a> (Vercelli)<br /><br /><span title="Unknown artist" class="bbcode_unknown">LTF LIVE TROPICAL FISH</span> (Bologna)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/MO%27siSta" class="bbcode_artist">MO'siSta</a> (Bari)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Naif" class="bbcode_artist">Naif</a> (Aosta)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Pajarritos" class="bbcode_artist">Pajarritos</a> (Vigevano)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Rare+Tracce" class="bbcode_artist">Rare Tracce</a> (Roma)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Ridillo" class="bbcode_artist">Ridillo</a> (Mantova)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Sbirrofunk" class="bbcode_artist">Sbirrofunk</a> (Napoli)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Sex+Fm" class="bbcode_artist">Sex Fm</a> (Lucca)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Signor+Wolf" class="bbcode_artist">Signor Wolf</a> (Pesaro)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Soul+David" class="bbcode_artist">Soul David</a> (Genova)<br /><br /><span title="Unknown artist" class="bbcode_unknown">THE MOOD COLLECTIVE</span> (Monza)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Tormento+aka+Yoshi" class="bbcode_artist">Tormento aka Yoshi</a> (Reggio Calabria)<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Valerio+Manni" class="bbcode_artist">Valerio Manni</a> feat <a href="http://www.last.fm/music/Johnson+Righeira" class="bbcode_artist">Johnson Righeira</a> (Torino)<br /><br /><br />&quot;Una nazione sotto l'effetto di un Groove&quot; era il titolo dell'album forse più famoso dei mitici Funkadelic di George Clinton, la band afro-americana che aveva coraggiosamente abbattuto le barriere fra Funk e Rock Psichedelico. Ed è<br />proprio all'insegna della contaminazione, dell'indipendenza e della libertà, che 32 band e artisti, più o meno giovani, più o meno conosciuti, provenienti da ogni angolo di Italia si uniscono per costruire FUNK-IN-ITALIA, il cui manifesto è<br />la compilation ufficiale del M.E.I. curata da Alberto &quot;Bobby Soul&quot; De Benedetti, con l'aiuto del giornalista e musicista Ernesto De Pascale e la collaborazione del portale <a href="http://WWW.ALLINFO.IT%20" rel="nofollow">WWW.ALLINFO.IT </a>e di Promoradio L'Altoparlante.  <br /><br /><br />Attraversando Blues, Soul, Dance, Psichedelica, Elettronica, HipHop, Jazz e quant'altro, il comune denominatore di questo suono è il Groove nato nella seconda metà degli anni '60. I 32 brani proposti testimoniano l'esistenza, anche nel nostro paese, di una musica fatta dai musicisti, collettiva, dionisiaca, una musica che nasce sotto l'insegna del ritmo e dell'energia. <br />In un periodo fosco come la prima metà degli anni '70 - segnata da austerity e terrorismo - il Funk è stato colonna sonora e momento di evasione per molti .Ma il Funk non è solo evasione e fisicità, come testimonia l'impegno e la sperimentazione di una storica band italiana come Bisca, che ha accettato di partecipare a questa raccolta. <br /><br />Noi crediamo che ci sia bisogno tuttora di riconoscere dignità a questa musica fra tante altre, dignità ed uno spazio autonomo. In Francia esiste una scuola già<br />ampiamente riconosciuta. Il gruppo Captain Mercier - ospite nella compilation - ne è un ottimo esempio. Tutti i brani sono originali e la stragrande maggioranza è in lingua italiana</div>]]></description>
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         <title>40 anni dall'assassinio di MLK</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2008/04/10/b6jsr_40_anni_dall%27assassinio_di_mlk</link>
         <pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:52:43 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">4 aprile 1968 – 4 aprile 2008    40 anni dall'assassinio di MARTIN LUTHER KING<br /><br />giovedì 10 aprile, ore 21.00  Auditorium Aldo Moro  Viale Santuario 15, Saronno<br /><br />conferenza - dibattito su Martin Luther King  testimone e martire<br />della non-violenza<br /><br />Relatrice Lidia Maggi pastora battista<br /><br />Aderisce all'iniziativa il Coordinamento delle Associazioni di Saronno<br /><br />Info Associazione Culturale Protestante di Saronno 02.9624441</div>]]></description>
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         <title>Progetto Martin Luther King....ci sarà un MLK day anche in Italia ?</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2007/09/12/b6jsq_progetto_martin_luther_king....ci_sar%C3%A0_un_mlk_day_anche_in_italia_%3F</link>
         <pubDate>Wed, 12 Sep 2007 11:32:22 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><em>Segnalo questo splendido articolo di Michele Lipori, una bella sintesi per avvicinarsi al valore del pensiero di Martin Luther King e capire come la sua &quot;strategia di pace&quot; sia riuscita a inserirsi nel contesto sociale americano dell'epoca riscuotendo l'attenzione di tutto il mondo</em><br /><br /><br /><br /><strong>Panel su Martin Luther King all'Università La Sapienza di Roma</strong><br /><br />Si è tenuta il 30 Maggio 2007 a Roma la tavola rotonda intitolata “Martin Luther King tra storia, teologia e politica”, il primo di una serie di appuntamenti promossi dall’UCEBI (Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia) finalizzati a divulgare il pensiero di Matin Luther King nell’anno del cinquantenario della fondazione della Southern Christian Leadership Conference (SCLC)[.....] <br /><br /><br />Ad aprire la tavola rotonda è il Prof. Morozzo della Rocca, che introduce il suo intervento con una riflessione su un aspetto messo in luce dallo studioso Alexis de Tocqueville (1805-1859), il quale affermava che i soprusi sono meno accettabili nei contesti in cui si è verificato un accrescimento del benessere sociale: questa era infatti la situazione in cui versavano gli Stati Uniti d’America negli anni ’60. Tale periodo è stato caratterizzato da una presa di coscienza dei traguardi raggiunti in campo economico che si è tradotta in volontà di cambiamento sia sul piano politico, sia su quello sociale. Questo anelito rivoluzionario è stato comunemente associato all’operato di tre grandi personalità che hanno promosso il superamento delle ideologie che dalla Seconda Guerra Mondiale dividevano il mondo in fazioni contrapposte: John Kennedy (1917-1963), Nikita Krushev (1894-1971) e Giovanni XXIII (1881-1963).<br /><br /><br />Una delle difficoltà maggiori nell’intraprendere un’indagine critica sulla portata dei rivolgimenti degli anni ’60 è proprio la mistificazione di questi tre personaggi effettuata dai media e da alcune correnti storiografiche che, troppo semplicisticamente, hanno fatto di essi dei simboli di mitezza politica. Se è vero che attraverso i discorsi e gli atti di queste personalità ci fu un cambiamento delle strategie politiche che diede nuovo senso al dualismo USA-URSS, è pur vero che tale processo di avvicinamento ebbe origine dalla presa di coscienza della profondità del baratro in cui si stava cadendo durante la Crisi missilistica di Cuba del 1962. In quella situazione, infatti, sebbene fu essenzialmente un accordo politico-militare a fare in modo che le due parti in causa risolvessero il problema senza l’ausilio delle armi (Krushev ritirò i suoi contingenti in cambio dello smantellamento di basi missilistiche USA in Turchia), i media presentarono l’evento come la vittoria dell’ideologia pacifista ed è in tale modo che la notizia fu recepita dalle masse. A rendere più verosimile questa visione dell’avvenimento, fu determinante il ruolo della religione e in particolare di Giovanni XXIII: la diffusione via radio del suo appello alla pace, rivolto ai due paesi contrapposti, fu di appiglio a Krushev per poter ritirare i missili da Cuba senza perdere autorità in patria e credibilità agli occhi del mondo.<br /><br /><br />Simboli del processo di “distensione” che seguì il superamento della crisi furono il famoso “Telefono Rosso” che metteva in comunicazione diretta Washington e Mosca, ma anche l’enciclica “Pacem in Terris” del 1963 ad opera di Giovanni XXIII, nella quale per la prima volta si faceva una distinzione fra gli “Errori” (il Comunismo) da condannare e gli “Erranti” i quali, a prescindere dal contesto in cui erano inscritti, avevano la possibilità di trovare conforto nella ricerca della Pace divina. <br /><br /><br />Questo impegno per il rinnovamento e la flessibilità dei due blocchi fu il retroterra politico a quella rivoluzione antropologica di cui furono protagonisti i movimenti giovanili degli anni ’60. Questi, al contrario di quanto affermato da detrattori superficiali, non si animarono unicamente per una rivoluzione del costume: essa fu il contorno di un’azione di critica e rinnovamento più radicale e profonda, che ancora oggi ha i suoi effetti sulle culture occidentali. <br /><br /><br />Secondo il Prof. Fiorentino, la crucialità della generazione degli anni ’60 è proprio questo sentimento di estraneità nei confronti dei modelli sociali paternalistici e vincolanti della precedente generazione. Ciò si tradusse in una volontà attiva di cambiamento e sfociò nella collaborazione dei vari movimenti giovanili con i comitati che si adoperavano per il raggiungimento dei Diritti Civili dei neri e delle minoranze in genere. L’utopia di un mondo finalmente “in pace”, infatti, non poteva attuarsi se non fossero stati garantiti gli stessi diritti e pari dignità a tutti gli esseri umani. La situazione reale negli Stati Uniti, però, non era tale da poter soddisfare questa idea, dato che, sebbene la schiavitù fosse stata abolita da Lincoln nel 1863, la popolazione degli afro-americani soffriva ancora dell’iniquità di un governo di bianchi che li escludeva, ghettizzava e discriminava.<br /><br /><br />La forza di King fu di riuscire a portare all’attenzione di tutti le problematiche dei neri, ad universalizzarne la portata e a fare di esse problemi comuni a tutta l’umanità. Infatti, se molte delle sue battaglie, come il boicottaggio degli autobus di Montgomery (che rispettavano le leggi segregazioniste denominate “Jim Crow”) nel 1955-56, furono combattute per i diritti dei neri, la portata della visione di King era più ampia in quanto era l’intero genere umano a dover lottare per un mondo migliore. La cognizione della necessità di creare un’America rinnovata, multiculturale, in cui i neri avrebbero avuto un loro posto proprio perché consapevoli della loro alterità, da integrare in un nuovo contesto sociale, gli derivò soprattutto da correnti di pensiero come il pragmatismo americano (sviluppatosi attorno agli anni ’20 e ’30) e dai pensatori liberali afferenti alla corrente della Harlem Renaissance. Personaggi come Randolph Bourne (1886-1918), Horace Kallen (1882-1974) e Alain LeRoy Locke (1886-1954) ebbero esattamente questo in comune con King: la consapevolezza dell’iniquità a cui era soggetto ogni appartenente ad una categoria minoritaria di cittadini americani, ma soprattutto una visione globale delle problematiche derivanti da tale condizione. <br /><br /><br />Per questi motivi, il messaggio di Martin Luther King non poté che focalizzarsi sull’Amore (agape, ovvero “condivisione”, fra tutto il genere umano) che avrebbe dovuto materializzarsi prima fra i singoli individui, i quali avrebbero posto le basi per una società amorevole, e poi fra gli uomini e Dio. L’idea dell’“amore sociale” presente nel pensiero di King era simile a quella espressa da Tocqueville, il quale sosteneva che è la ricerca della felicità individuale a generare la felicità sociale. Tale coincidenza di prospettive non è casuale, ma – al contrario – è dovuta alla consapevolezza che entrambi ebbero del fatto che il tema della “ricerca della felicità” è connaturato nel linguaggio politico americano, poiché esplicitato perfino da Thomas Jefferson nella dichiarazione di Indipendenza[1]. Il passo in avanti che King fece in tal senso fu nell’affermare con decisione che questa felicità sociale non poteva e non doveva essere appannaggio di una “maggioranza” a scapito di una minoranza, etnica, culturale o religiosa che fosse.<br /><br /><br />Fra i punti messi in evidenza dal Prof. Naso particolare importanza ha la connessione che ebbe la strategia politica scelta da Martin Luther King e quella adottata da Gandhi: la consapevolezza di King della visione nonviolenta è evidente dal fatto che egli fece un esplicito riferimento al Mahatma (“Cristo mi dava lo spirito e la motivazione, Gandhi il metodo”) già ai tempi del boicottaggio degli autobus di Montgomery, esperienza che gli permise di approfondire l’applicazione di questo principio alle diverse circostanze che gli si presentarono. Il “debito” con Gandhi è radicato nel pensiero di King poiché ebbe modo di approfondire le sue idee già ai tempi in cui fu studente del Morehouse College (soprattutto grazie ai corsi di Mordecai Wyatt Johnson del 1948) e lo conclamò nel 1958, con il suo viaggio in India, durante il quale si dichiarò sostenitore della lotta degli indiani contro il razzismo e l’oppressione straniera a cui erano soggetti.<br /><br /><br />La dichiarazione di King non fu estemporanea, né impulsiva: egli infatti fu sempre uno strenuo sostenitore della tesi che il pregiudizio razzista e l’espansionismo di stampo imperialista erano le due facce dello stesso problema. Per questi motivi, King si convinse che si sarebbe potuto raggiungere un miglioramento dell’ordine sociale mondiale solo se la lotta dei singoli popoli fosse stata condotta su questi due fronti. King, infatti, non credeva che potesse verificarsi una rivoluzione globale dei neri nei confronti di una generica “iniquità dei bianchi”, tuttavia era possibile cambiare la struttura stessa del regime autocratico cui i neri erano sottomessi. L’unica strategia vincente era quella dell’applicazione dei principi della non-violenza e della “disobbedienza civile”, poiché con tali azioni i neri esercitavano il loro diritto alla democrazia, anche in un momento in cui non era concesso loro votare, né dissentire sulle ingiustizie nei loro confronti. La necessità di una lotta sia sul fronte anti-imperialistico sia su quello anti-razzista venne esplicitata da King in altri due momenti ben distinti: durante il suo viaggio in Ghana del 1957, in cui costruì un ponte fra i movimenti anti-imperialistici africani e quelli dei diritti civili in America e nel 1967, quando si dichiarò assolutamente contrario alla guerra del Vietnam. Tale presa di posizione fu un’aperta polemica con il governo degli USA: l’impegno militare statunitense, infatti, non era da condannare solo perché ogni guerra è iniqua, ma in particolare perché quella che veniva presentata come un’azione di liberazione del popolo vietnamita era in realtà una guerra imperialistica e doppiamente razzista (in essa non erano solo i vietnamiti a morire, ma anche i numerosi soldati americani di colore).<br /><br /><br />L’intervento del Past. Aprile si concentra soprattutto a mettere in luce l’influenza dell’attività pastorale nel messaggio di King e a sottolineare come la coincidenza delle finalità dell’impegno religioso e  politico non si tradussero mai in fondamentalismo. L’organicità di una visione che fa della politica un complemento della religione, è possibile grazie all’interiorizzazione che King fece dei precetti della teologia liberale, soprattutto quelli che riguardano l’accesso diretto alla fonte biblica. L’interpretazione personale della Bibbia, infatti, fu per King un caposaldo della sua predicazione e gli permise di fare della religione uno strumento per comprendere la modernità e di non farne uno scudo per difendersi da essa, negandola. <br /><br /><br />King fu influenzato dalla lettura di autori quali Walter Rauschenbusch (1861-1918), soprattutto in riferimento al suo “Christianity and Social Crisis” del 1907, nel quale il teologo battista giunse alla conclusione che la religione doveva prendersi cura della salvezza dell’anima del singolo, ma anche dell’intero genere umano. King condivideva lo stile predicativo di Rauschenbusch perché esso non fu mai connotato da discorsi di stampo apocalittico, atti ad intimorire gli animi degli astanti e a professare una cambiamento unicamente ultraterreno; entrambi, al contrario, ritenevano che la redenzione del genere umano potesse attuarsi anche nel mondo, attraverso la rinascita morale dei governi e delle istituzioni. Dalla lettura di Reinhold Niebuhr (1892-1971), soprattutto del testo “Moral Man and Immoral Society” del 1932, King desunse che la domanda principale da porsi è quale fosse il significato del peccato nel mondo moderno. Tale domanda fu fondamentale per King, in quanto da essa sviluppò l’idea di una trasformazione della società in modo che potesse essere guidata dall’Amore (agape) inteso come l’attuazione sociale del Vangelo.<br /><br /><br />Nel corso della sua attività pastorale King elaborò gradualmente l’idea che ci fosse una netta distinzione fra Giustizia e Legge, secondo la quale il primo elemento si riferiva ad una purezza morale assoluta e afferente alla sfera del divino, mentre il secondo era in relazione al concetto di legittimità giuridica, assai più relativo e transeunte (ad esempio, molti dei provvedimenti attuati da Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale erano stati legittimi da un punto di vista legale, ma basandosi su una morale cristiana tali atti non avrebbero potuto essere giustificati in alcun modo). Con questo tipo di riflessioni, palesate nelle lettere dal carcere di Birmigham (1963), King gettò le basi ideologiche per le pratiche di disobbedienza civile nonviolenta, legittimate dal fatto che la giustizia umana, al contrario di quella divina, poteva essere iniqua, e pertanto in alcuni casi poteva essere non solo giusto ma perfino necessario disobbedire ad essa. Da tutto ciò si comprende il percorso filosofico attraverso il quale King giunse ad individuare in Gandhi la più completa attuazione dell’ideologia nonviolenta; Gandhi, infatti, non solo era convinto che il rinnovamento sociale passasse attraverso un rinnovamento dello spirito, ma soprattutto era riuscito ad applicare in modo ineccepibile un precetto evangelico particolarmente duro: l’amore per il nemico.<br /><br /><br />Dagli argomenti esposti dai docenti si evince quanto fosse sfaccettato il messaggio di Martin Luther King: tale complessità fu determinata sull’osservazione diretta di una realtà che sapeva essere iniqua in modi molteplici e subdoli, tuttavia, la ricerca di modi efficaci per fronteggiare queste situazioni non fece perdere la forza dirompente del suo messaggio. King, infatti, comprese che la sintesi di tutte le sue riflessioni, nonché la strategia delle sue battaglie, era smuovere l’umanità ad un rinnovamento spirituale, possibile solo attraverso l’assimilazione di un messaggio di pace e di speranza. La forza di King, infine, fu nella volontà di condividere la sua visione – il suo Sogno – non solo con coloro per cui stava lottando, ma con tutto il genere umano.<br /><br /><br />Michele Lipori<br /><br />Note<br />[1] “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità.”<br /><br />Fonte:<br /><a href="http://www.martinlutherking.ucebi.it/content/content.php?id=27#_ftnref1" rel="nofollow">http://www.martinlutherking.ucebi.it/content/content.php?id=27#_ftnref1</a><br /><br />link:<br /><a title="Stevie Wonder - Hotter Than July" href="http://www.last.fm/music/Stevie+Wonder/Hotter+Than+July" class="bbcode_album">Hotter Than July</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Uli+Jon+Roth" class="bbcode_artist">Uli Jon Roth</a><br /><a title="U2 - Rattle And Hum" href="http://www.last.fm/music/U2/Rattle+And+Hum" class="bbcode_album">Rattle And Hum</a><br /><a href="http://www.lastfm.it/user/d-fib/journal/2006/01/16/60318/">http://www.lastfm.it/user/d-fib/journal/2006/01/16/60318/</a><br /><br />tag: <br /><a href="http://www.last.fm/tag/martin%20luther%20king" class="bbcode_tag" rel="tag">martin luther king</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/mlk%20day" class="bbcode_tag" rel="tag">mlk day</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/gandhi" class="bbcode_tag" rel="tag">gandhi</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/john%20kennedy" class="bbcode_tag" rel="tag">john kennedy</a><br /><a href="http://www.last.fm/tag/southern%20christian%20leadership" class="bbcode_tag" rel="tag">southern christian leadership</a><br /><a class="music tag">Nikita Krushev<a class="music tag"></a></a></div>]]></description>
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         <title>Italiani Americani e Africani Americani  - L'hip-hop, la vita e la morte del razzismo</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2007/06/04/b6jsp_italiani_americani_e_africani_americani__-_l%27hip-hop,_la_vita_e_la_morte_del_razzismo</link>
         <pubDate>Mon, 4 Jun 2007 13:58:25 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">Riferendomi  al libro &quot;Gli Italiani sono bianchi?&quot;  dell'articolo:<br /><a href="http://www.lastfm.it/user/InFunkWeTrust/journal/2007/04/16/398390/">http://www.lastfm.it/user/InFunkWeTrust/journal/2007/04/16/398390/</a><br /><br />Riporto alcuni passaggi iniziali dell'esemplare esperienza di Manifest, dallo stesso descritta a pag 171, capitolo:<br /><br /><strong>In prima linea <br />L'hip-hop, la vita e la morte del razzismo</strong><br /><br /><em><br />[Prima una piccola introduzione:<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/MANIFEST" class="bbcode_artist">MANIFEST</a> è un MC americano di origini italiane, quando veniva accusato per la sua &quot;bianchezza&quot;, replicava di non essere &quot;bianco&quot; ma &quot;italiano&quot; <br />Da outsider ha dovuto faticare non poco per guadagnarsi il rispetto degli artisti e del pubblico di Los Angeles, riuscendo a trovare nell'Hip-Hop il modo per varcare i pregiudizi e uccidere il razzismo. Nel 2000 in occassione di un viaggio in Italia ha collaborato con molti artisti italiani.<br /><br /><a href="http://www.last.fm/music/Turi" class="bbcode_artist">Turi</a> ne parla proprio in questa intervista, realizzata telefonicamente il 21 novembre (2002) da <a href="http://www.last.fm/music/AZOG" class="bbcode_artist">AZOG</a>: <br /><strong><br />Per iniziare dimmi che accoglienza ha avuto dal pubblico &quot;Salviamo il Salvabile&quot;.<br /></strong><br />....In genere è piaciuto, ho ricevuto un sacco di complimenti da un sacco di gente, tant’è che il pezzo con quel ragazzo americano, Manifest, verrà stampato in America a febbraio.<br /><strong><br />Questa era proprio la seconda domanda in scaletta: com’è nata la collaborazione con Manifest e che sviluppi avrà?<br /></strong><br />Guarda, la collaborazione è nata semplicemente per via epistolare: lui è un ragazzo italo americano e mi ha contattato tramite una persona che conosco a New York, dicendomi che faceva rap, che doveva venire in Italia per un paio di mesi e che gli avevano fatto il mio nome per un’eventuale collaborazione. Io ero titubante, perché pensavo che magari avrebbe voluto soldi, e gli ho detto &quot;guarda, io ti posso far fare pure dieci pezzi sul mio album, però purtroppo non siamo in America...&quot;; e lui m’ha detto tranquillamente &quot;non c’è problema, non ti preoccupare, per me funge da esperienza&quot;. Anche perché m’aveva messo un po’ paura il tipo, perché comunque sia non è uno dell’ultima ora: lui ha vissuto a Los Angeles e ha collaborato con un sacco di gente del posto, tant’è che i suoi amici erano gente tipo <a href="http://www.last.fm/music/Dilated+Peoples" class="bbcode_artist">Dilated Peoples</a>, oppure il suo dj era il dj dei <a href="http://www.last.fm/music/Jurassic+5" class="bbcode_artist">Jurassic 5</a>, roba seria insomma; quindi mi sono un po’ impaurito per la storia. Eppoi nel ‘98 ha fatto un pezzo con Eminem, quando <a href="http://www.last.fm/music/Eminem" class="bbcode_artist">Eminem</a> non era ancora nessuno. A parte il fatto che è una persona coscienziosa, non è il classico tipo americano che fa hip hop: è una persona seria, fra l’altro fa il maestro alle scuole elementari come <a href="http://www.last.fm/music/Defari" class="bbcode_artist">Defari</a>. Ci siamo incontrati a Milano, dove stavo registrando l’album da <a href="http://www.last.fm/music/+noredirect/Vez" class="bbcode_artist">Vez</a>; ci siamo visti spessissimo, siamo entrati in sintonia e gli ho fatto sentire quattro-cinque basi. Lui è rimasto meravigliato: si era aspettato di venire in Italia e di incontrarsi con gente che non aveva la minima cognizione. Insomma, gli ho fatto una buona impressione ed è nato questo pezzo: la prima strofa io l’avevo già scritta, invece abbiamo fatto il resto in studio, compreso il ritornello; e ti dico sinceramente che è uno dei pezzi che mi piace di più in tutto l’album. Il pezzo è piaciuto anche a lui, tant’è che sul suo prossimo album (che uscirà verso febbraio-marzo) apparirà la versione americana, e la cosa mi allieta. Il pezzo è già stato sentito a New York ed è piaciuto una cifra, tant’è che in molti si sono presi bene con ‘sta storia e vogliono fare collaborazioni e compagnia bella; una cosa abbastanza gratificante. Adesso vediamo in futuro come si sviluppano le cose... che almeno me ne vado in America e mando a fare in culo tutti ‘sti cretini!<br /><strong><br />E così è nata anche la sua collaborazione sull’album di Esa?<br /></strong><br />Sì, alla fine si sono conosciuti con <a href="http://www.last.fm/music/Esa" class="bbcode_artist">Esa</a> ed ha fatto una collaborazione pure sul suo album nuovo, ma parecchia altra gente era interessata a fare pezzi con lui: mi aveva detto per esempio che anche <a href="http://www.last.fm/music/La+Famiglia" class="bbcode_artist">La Famiglia</a> l’aveva contattato, poi non so cosa ne sia venuto fuori........<br /><br />link intervista:<br /><a href="http://news.hotmc.com/archivi/interviste/200301/intervistaaturi.1344.html" rel="nofollow">http://news.hotmc.com/archivi/interviste/200301/intervistaaturi.1344.html</a><br /><br /> ndr] <br /></em><br /><br /> * * *  <br /><br /><br />Ho trovato il mio mezzo di espressione e riconosciuto la mia vocazione nel momento stesso in cui ho sentito una base e ho cominciato a fare rime. Rispettato, innalzato, maestro del riff, non esito a migrare per manifestare il dono che mi ha benedetto [...] rivelato alla nascita, portato sulla terra, venuto dalla fonte, lo Spirito: l'unica forza dell'universo. Primogenito, ho subito cominciato a rimare, spezzare il ritmo, forzare i cancelli ai concerti [...] fede completa nella creatività, pratico l'umiltà, MC autentico all'ennesima potenza. Il seguito è un'odissea, che mi ha catapultato dai tranquilli sobborghi ai ghetti più violenti, dalla paura del palco alla forza del palco, con il microfono e la base. <br /><br />Sono nato a Elmhurst, nel Queens, nel 1970, lo stesso giorno in cui l'anima di Jimi Hendrix saliva in cielo. Mio padre, il maggiore di undici figli, era cresciuto in una enorme famiglia proletaria italiana a Corona, nel Queens. Era un giovane intellettuale intraprendente, libero e brillante, che lasciò presto l'enclave alla ricerca di grandi spazi aperti. Mia madre veniva da una grande famiglia operaia irlandese di Flatbush, a Brooklyn, e si unì a lui per affrontare l'impresa di crescere dei figli. Terzo e ultimo figlio, sono cresciuto poche miglia a nord del Bronx, leggendaria culla dell'hip-hop, molto lontano dalla povertà che si erano lasciati alle spalle. <br /><br />A quei tempi il mio quartiere era un miscuglio omogeneo di operai e impiegati, ma non c'era molta gente di colore. Ai nostri vicini sembravamo una normale famiglia bianca appena approdata alla borghesia dei sobborghi. In realtà eravamo qualcosa di molto diverso. All'inizio del 1973, nello stesso momento in cui i quattro elementi dell'hip-hop – DJing, MCing, breakdance e graffiti – si cristallizzavano in una cultura, mia madre, ventottenne, tornava al creatore dopo una battaglia lunga un anno contro il cancro. Avevo due anni e mezzo e ne fui sconvolto. Così come il resto della famiglia. Precipitammo in una spirale di dolore lancinante, depressione, senso di colpa, confusione e abbandono. La nostra casa si riempì di un dolore scuro e profondo. <br /><br /><br /><em><br />    Back at home, it was all wrong<br />    Sad song after Mom died<br />    It was like the love was all gone /<br />    Oh no! Two years old, low blow<br />    With my bro and my sis, had to roll with the sitch /<br />    And my Pop gone mad<br />    Took the wrong turn, got burned real bad, make ya hate Dad /<br />    On the surface, nervous, I deserve this<br />    Hurt, this dirt, this worthless purpose /<br />    Heard this voice say, «join Mommy, desert this Earth»<br />    On my third birthday / </em><br /><br />Ognuno di noi fece quello che poteva per adattarsi, mentre mio padre si sbatteva per tenere insieme i pezzi, lavorando a tempo pieno e prendendosi cura di noi da solo. Avevamo disperatamente bisogno d'aiuto, e tutti i fine settimana ci rifugiavamo a Flushing nella casa dei nonni paterni, che a loro volta erano figli di immigrati da Napoli e dalla Basilicata. Era una casa ancora piena di ragazzi, e diventò la nostra seconda casa, un approdo sicuro al riparo dalla tempesta. Ogni domenica, l'intero gruppo di paisà rumorosi si ritrovava per pranzi squisiti, festeggiamenti gioiosi, discussioni accese e divertimenti. L'incredibile quantità d'amore che si riversava su di noi rinnovava la nostra fiducia e ci ritemprava per la settimana seguente. È stato nella casa dei nonni, nel corso di quei raduni settimanali pieni di magia e di mistero, annebbiati dal fumo delle sigarette, in mezzo a cugini di primo, secondo e terzo grado, zie, prozie, zii, fidanzate degli zii, fidanzati, generi, cognati e suoceri, vicini, preti di quartiere, viaggiatori stanchi, vagabondi e truffatori, che sono diventato più consapevole della «razza» e del razzismo. <br /><br />Siamo una combriccola complicata, passionale, spesso irascibile, e a volte riusciamo a essere d'accordo solo su una cosa: essere in disaccordo. Prima, durante e dopo cena, un evento lungo un giorno intero, grandi e piccole discussioni infuriavano su miriadi di questioni. Tra gli argomenti più gettonati: cibo, moda, conoscenti, cinema, sport, politica locale e nazionale. A livello locale, le preoccupazioni erano incentrate sul «quartiere» e il suo mutamento razziale ed etnico, chi stava «prendendo il sopravvento» e se la zona si stava «rovinando» o no per questo. Una delle lamentele più frequenti era che gli immigrati più recenti «non parlano neanche inglese», dimenticando opportunamente che mio bisnonno Giuseppe, emigrato in America nel 1890, aveva vissuto a New York più di ottant'anni rifiutando ostinatamente di imparare e di pronunciare una sola parola d'inglese. Eppure, sentivo commenti su come «sono maleducati» e «scostanti». Molti si domandavano a voce alta perché non potessero, anche «loro», migliorare le loro condizioni «come avevamo fatto noi». Le storie del lavoro massacrante che le generazioni precedenti avevano dovuto affrontare per sopravvivere riuscivano sempre a ridurci al silenzio, a chiudere la discussione, rendendoci grati per il cibo che avevamo nel piatto. Eppure, da bambini, sentivamo che la storia non era tutta lì. <br /><br /> <em><br />    Illegal hero, heave-ho, eager get this dough<br />    Regal dago, payroll, wrote this so they know /<br />    See I came with a bang, traveled overseas<br />    Had no thang, but my game, had to move them ki's /<br />    Or that booze, all that weed, hustle bustle feed my seed<br />    Muscles bleed lugging bricks for stuck up lunatics /<br />    Soon to fix, sly fox, sewing up ya blocks<br />    Got them cops in the Bronx<br />    Got them crooked-boogie Brooklyn-woogie /<br />    Bookies, hooker rookies never look us in the eye<br />    They shook, they book, they quick to take a dive /<br />    I survive, thrive, stay alive, get my piece of pie<br />    Piece of mine, piece of yours, ain't no peace in do or die /<br />    Means war, hardcore, come knocking atcha door<br />    Greasing these indecent whores in all ya courts of law /<br /><br /> </em><br />Ho incontrato per la prima volta l'hip-hop nelle strade di New York, grazie a mio padre. Da vero amante delle culture diverse, mi fece conoscere «la città» e i suoi abitanti nel corso di molte folli scorribande: il mercato del pesce di Fulton prima dell'alba, Chinatown dopo il tramonto, le chiese gospel a Harlem, macellerie e panetterie in Arthur Avenue, dervisci roteanti di Astoria, l'anello superiore infestato d'erba dello Yankee Stadium di Reggie Jackson, tanto per dirne alcune. Enormi murales multicolori inghiottivano i muri degli edifici abbandonati e bruciati. I treni della metropolitana si trasformavano in tele viventi e ansimanti, serpenti tatuati che fendevano il labirinto caotico d'acciaio e cemento. Scatoloni appiattiti agli angoli di strade polverose divennero il luogo delle classiche sfide dei b-boy. Ritmi martellanti e rime approssimate salivano nell'aria densa e calda come grandi zaffate d'incenso. Ero ipnotizzato, incantato, l'hip-hop mi colpì come un fulmine incandescente. E portò con sé l'opportunità di trasformare per tutta la vita il mio dolore in qualcosa di positivo. Ben più di un semplice genere musicale, l'hip-hop per me è diventato uno stile di vita e una valvola di sfogo per la frustrazione e l'ira, per elaborare la rabbia e la paura, per esprimere la gioia, l'amore e il dolore, per immaginare e svelare un mondo libero dalla sofferenza.</div>]]></description>
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         <title>Bonde do Tigrao e bailes funk - (la realtà scandalizza?)</title>
         <link>http://www.last.fm/user/InFunkWeTrust/journal/2007/04/26/b6jso_bonde_do_tigrao_e_bailes_funk_-_(la_realt%C3%A0_scandalizza%3F)</link>
         <pubDate>Thu, 26 Apr 2007 19:44:33 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">fonte: <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/musibrasil/message/6809" rel="nofollow">http://it.groups.yahoo.com/group/musibrasil/message/6809</a><br /><br />....Sono daccordissimo che 'sto gruppo é uno dei peggior esempi di produzione di musica intesa come cultura, ma proprio non mi scandalizzerei cosí tanto: non fanno altro che imitare i rappers statunitensi, mai visto qualche filmato su MTV? <br />E non avete mai sentito il reggeton dominicano, il corrispondente del funk carioca? Stessa cosa se non peggio, nelle sale latinoamericane a Milano si balla tranquillamente e senza scandalo e gli adolescenti caraibici ballando scimmiottano atti sessuali anche orali in qualsiasi posizione. Anche le ragazze.<br />Il brano che Caetano ha nel suo repertorio, &quot;Tapinha&quot; é preso dalle As Meninas (...doi, un tapinha não doi... ovvero una toccatina sui glutei non fa male) ed é il remake della italianissima &quot;Blue&quot; (Da Ba Dee, Da Ba Da) degli Eiffel65, nostro tormentone disco di un paio di anni fa. <br />Brutta storia i cosiddetti &quot;bailes funk&quot;, concerti in cui la maggioranza degli spettatori sono adolescenti, organizzati in gran parte dai chefes della droga di Rio e dove coca e pastiglie sono di prassi. Ricordo la recente &quot;esecuzione&quot; di un giornalista della Globo che aveva tentato di filmare un baile con una telecamera nascosta.<br /><br />Comunque riporto il testo di un articolo che avevo tradotto allora sul funk:<br /><br />Pare proprio che in Brasile la musica chiamata funk carioca stia dilagando, ovviamente con il pieno appoggio dei mass-media como Bandeirantes e Globo.<br />In una intervista alla rivista VIP, uno dei &quot;miti&quot; funk, il Tigrão si difende dicendo che il funk é travisato, che non incita il sesso e che i testi hanno un doppio senso e che solo i maliziosi li interpretano male.<br />Sempre dai NG brasiliani alcuni passaggi delle canzoni che tento di tradurvi: <br /><br />Maquina do sexo<br />&quot;Máquina de sexo, eu transo igual a um animal (macchina del sesso, io sco.. come un animale)<br />A Chatuba de Mesquita do bonde do sexo anal (La Chatuba de Mesquita del tram del sesso anale)<br />Chatuba come cu e depois come xereca (Chatuba si fa il cu.. e poi si fa la fi..)<br />Ranca cabaço, é o bonde dos careca&quot;? (Forza l'imene, é il tram dei calvi)<br /><br />&quot;Barraco III&quot;:<br />Me chama de cachorra, que eu faço au-au (Chiamami cagna che faccio au au)<br />Me chama de gatinha, que eu faço miau (Chiamami gattina che faccio miau)<br />Goza na cara, goza na boca/goza onde quiser&quot;. (Godi sulla faccia, godi nella bocca, godi dove vuoi)<br /><br />Bé, se ci sono doppi sensi non ne vedo, ne vedo uno solo!<br />Pare che a questi concerti detti &quot;baile&quot;(balli) si inciti a fare sesso e a scambiarsi le ragazze, che per lo piú sono giovanissime. Le ragazze sono chiamate &quot;cachorre&quot; (cagne), i ragazzi sono incitati a far valere il &quot;martelão&quot; (martellone, devo dire a cosa si riferiscono?) e a fare &quot;o jogo do pecado&quot; (il gioco del peccato, fare sesso durante lo show) e poi &quot;um tapinha não doi&quot; (scimmiottando una canzone de As Meninas, una pacca non fa male. Leggere: un tiro di maria o coca non fa male), e attenti &quot;ao alemão&quot; (al tedesco, alla polizia).<br /><br />Da un notiziario:<br /><br />Assessore denuncia orge nei &quot;bailes&quot; funk a Rio de Janeiro <br />Sexta, 09 de março de 2001, 11h45<br />Marcelo Favalli/Redazione Terra<br /><br />L'assessore municipale per la salute di Rio de Janeiro, il médico Sérgio Arouca, denuncio che alcune ragazzine sono restate incinte durante un bailes funk, nella capitale carioca. &quot;Minorenni hanno partecipato a un &quot;gioco&quot; molto comune nei &quot;bailes&quot;. Secondo le ragazzine, ad una certa ora della serata, il DJ invita i &quot;funqueiros&quot; a partecipare alla &quot;Dança das Cadeiras&quot; (Danza della sedia) o alla &quot;Brincadeira do Bonde&quot; (gioco del tram), nel quale ragazzi e ragazze hanno relazioni sessuali con diversi compagni&quot;, ha affermato l'assessore intervistato.<br /><br />La prima denúncia di orgia si é avuta quando una ragazzina di 14 annni ha cercato un ospedale quando ha scoperto di essere incinta. D'accordo con la Coordenadoria do Programa de Adolescentes da Secretaria de Saúde (Coordinamento del Programma sugli Adolescenti dell'Assessorato della Salute) la ragazzina ha raccontato agli assistenti sociali che partecipó ad una orgia durante un &quot;baile&quot; funk.<br /><br />L'assessore Arouca ha enfatizzato che la gravita della situazione non sarebbe solo l' &quot;orgia&quot;, come lui stesso ha classificato il gioco, ma il fatto che le ragazzine restate incinta non saprebbero nemmeno chi siano i padri. &quot;Stiamo investigando su altri casi di giovani che frequentano i &quot;bailes&quot;, per sapere se, oltre che gravide, le ragazzine non siano infettate con malattie veneree&quot;. L'assessore afferma che le adolescenti hanno raccontato che quasi nessun ragazzo usó preservativo durante tali giochi sessuali. Arouca non ha detto né l'etá né il locale dove é successa l'orgia per non disturbare le indagini.<br />Cosa aggiungere se non uno sdegno totale ed un retorico &quot;ma dove andremo a finire&quot; o &quot; non c'é limite al peggio&quot;? <br />Ed i mass media affamati di soldi cavalcano l'onda.<br /><br />( <br />leggi l'articolo correlato: <a href="http://www.lastfm.it/user/InFunkWeTrust/journal/2007/02/15/345275/">http://www.lastfm.it/user/InFunkWeTrust/journal/2007/02/15/345275/</a><br />)<br /><br /> Giko<br /> ---------------------<br /> Nazaré Pereira page<br /> <a href="http://listen.to/Nazare" rel="nofollow">http://listen.to/Nazare</a><br /> ------------------------<br /> Nazaré Pereira page:<br /> <a href="http://www.nazarepereira.hpg.com.br" rel="nofollow">http://www.nazarepereira.hpg.com.br</a><br /> Help meninos de rua:<br /> http://www.clickfome.com.br<a nofollow=yes href="http://www.last.fm/tag/funk%20carioca" class="bbcode_tag" rel="tag">funk carioca</a><a href="http://www.last.fm/tag/reggeton" class="bbcode_tag" rel="tag">reggeton</a><a href="http://www.last.fm/tag/funk%20carioca" class="bbcode_tag" rel="tag">funk carioca</a><a href="http://www.last.fm/music/Caetano+Veloso" class="bbcode_artist">Caetano Veloso</a><a href="http://www.last.fm/music/As+Meninas" class="bbcode_artist">As Meninas</a><a title="As Meninas &ndash; Tapinha" href="http://www.last.fm/music/As+Meninas/_/Tapinha" class="bbcode_track">Tapinha</a><a href="http://www.last.fm/music/+noredirect/Eiffel65" class="bbcode_artist">Eiffel65</a><a title="Eiffel65 &ndash; Blue" href="http://www.last.fm/music/+noredirect/Eiffel65/_/Blue" class="bbcode_track">Blue</a><a href="http://www.last.fm/tag/bailes%20funk" class="bbcode_tag" rel="tag">bailes funk</a><a href="http://www.last.fm/music/+noredirect/Bonde+do+Tigrao" class="bbcode_artist">Bonde do Tigrao</a><a href="http://www.last.fm/tag/bailes" class="bbcode_tag" rel="tag">bailes</a></div>]]></description>
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         <title>Gli italiani sono bianchi ?</title>
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         <pubDate>Mon, 16 Apr 2007 23:30:33 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">A cura di Jennifer Guglielmo e Salvatore Salerno<br />Gli italiani sono bianchi?<br />Come l'America ha costruito la razza<br /><br /><strong>«Questo libro punta diritto al cuore del rapporto tra italiani americani e africani americani. Illuminante. Merita un applauso.»<br />Spike Lee</strong><br /><br />«Guinea» li chiamavano e sul documento di identità compariva la dicitura «colore: bianco/carnagione: scura». Quando alla fine dell’Ottocento sbarcarono in America in fuga dalla miseria del<br />Sud Italia, molti nostri connazionali dovettero affrontare un problema a cui non erano preparati: il colore della pelle. Erano davvero bianchi? Già in patria c’era chi ne dubitava. Illustri antropologi avevano sancito con i crismi della scienza la subalternità degli italiani meridionali «di sangue africano inferiore» rispetto a quelli del Nord «di stirpe ariana superiore». <br /><br /><img src="http://www.saggiatore.it/content/images/im004745.medium.jpg" /><br /><br />Negli Stati Uniti, fondati sulla colonizzazione, sull’espropriazione della terra e sulla schiavitù, dove la società era ordinata secondo rigide gerarchie razziali, la questione diventò centrale. Bianchi di colore ma non di razza, nella nuova patria gli immigrati italiani dovettero dunque reinventare la propria identità: da qui l’impegno all’interno di organizzazioni sindacali e politiche, spesso anarchiche o socialiste, nella lotta per un progressivo riconoscimento da parte della maggioranza bianca. Con la comunità dei neri instau-<br />rarono invece un legame ambivalente che a volte fu di solidarietà, più spesso di aspro conflitto, soprattutto nella seconda metà del Novecento. Essere bianchi ma discriminati fece sì che l’integrazione degli italiani non fosse un percorso lineare: nella creazione della loro identità razziale gli italiani di volta in volta affermarono, contestarono,<br />sovvertirono la loro «bianchezza». In queste pagine di storia, sociologia, poesia, cinema e musica affiora un denso spaccato dei con-<br />flitti politico-sociali che hanno segnato la società statunitense. Riprende vita una parte della nostra storia che non dovremmo mai dimenticare.<br /><br />«Tutti gli immigrati italiani sono arrivati negli Stati Uniti senza essere consapevoli dell’esistenza della linea del colore. Ma impararono in fretta che essere bianchi significava riuscire a evitare molte forme di violenza e di umiliazione, assicurarsi, tra gli altri privilegi, l’accesso preferenziale alla cittadinanza, al diritto di proprietà, a un’occupazione soddisfacente, a un salario con cui si poteva vivere, ad abitazioni decorose, al potere politico, allo status sociale e a un’istruzione di buon livello. “Bianco” era sia la categoria nella quale erano più fre-<br />quentemente collocati, sia una consapevolezza che adottarono e respinsero allo stesso tempo.»<br /><br />Jennifer Guglielmo insegna Storia presso lo Smith College.<br /><br />Salvatore Salerno insegna Sociologia presso il Minneapolis Community and Technical College.<br /><br />Casa editrice<br />il Saggiatore<br />Collana Cultural studies<br />Pagine 384<br />ISBN 88-428-1296-x<br /><br />Indice<br />Introduzione all'edizione italiana                      11<br />di Gian Antonio Stella<br /><br />Introduzione. Bugie bianche, verità scure               16<br />di Jennifer Guglielmo<br /><br /><br />PRIMA PARTE<br />Imparare la linea del colore negli Stati Uniti<br /><br /> 1. Colore: bianco / carnagione: scura                  33<br />    di Louise DeSalvo<br /><br /> 2. «Nessuna barriera del colore»                       45<br />    Italiani, razza e potere negli Stati Uniti<br />    di Thomas A. Guglielmo<br /><br /> 3. Razza, nazione, trattino                            61<br />    Italiani-americani e multiculturalismo americano:<br />    una prospettiva comparata<br />    di Donna R. Gabaccia<br /><br /> 4. In equilibrio sulla linea del colore                79<br />    Immigrati italiani nella Louisiana rurale 1880-1910<br />    di Vincenza Scarpaci<br /><br />SECONDA PARTE<br />Radicalismo e razza<br /><br /> 5. L'italiano come «altro»                            101<br />    Neri, bianchi e «medianità» negli scontri razziali<br />    del 1895 a Spring Valley, Illinois<br />    di Caroline Waldron Merithew<br /><br /> 6. «È una fortuna che ci siano gli stranieri qui»     122<br />    Bianchezza e mascolinità nella creazione<br />    dell'identità sindacale italiana americana<br />    di Michael Miller Topp<br /><br /> 7. I delitti della razza bianca                       136<br />    Il discorso razziale degli anarchici italiani<br />    come reato<br />    di Salvatore Salerno<br /><br /> 8. Surrealista, anarchico, afrocentrico               150<br />    Philip Lamantia prima e dopo la beat generation<br />    di Franklin Rosemont<br /><br /> 9. In prima linea                                     171<br />    L'hip-hop, la vita e la morte del razzismo<br />    di Manifest<br /><br />TERZA PARTE<br />Bianchezza, violenza e crisi urbana<br /><br />10. Quando Frank Sinatra venne a Italian Harlem        189<br />    I «tumulti razziali» del 1945 alla scuola<br />    Benjamin Franklin<br />    di Gerald Meyer<br /><br />11. Frank L. Rizzo e la scoperta dell'identià bianca   206<br />    degli italiani americani di Philadelphia<br />    di Stefano Luconi<br /><br />12. «Italiani contro il razzismo»                      222<br />    L'assassinio di Yusuf Hawkins (R.I.P.) e<br />    la mia marcia su Bensonhurst<br />    di Joseph Sciorra<br /><br />QUARTA PARTE<br />Verso un immaginario nero italiano<br /><br />13. Sangu du sangu meu                                 243<br />    Crescere nera e italiana nell'epoca<br />    dell'esodo bianco<br />    di Kym Ragusa<br /><br />14. Immaginare la razza                                254<br />    di Edvige Giunta<br /><br />15. Giancarlo Giuseppe Alessandro Esposito             264<br />    Vita sul confine<br />    di John Gennari<br /><br />16. Italiani/africani                                  282<br />    di Ronnie Mae Painter e Rosette Capotorto<br /><br />    Postfazione.<br />    Du Bois, la razza e gli italiani americani         291<br />    di David R. Roediger<br /><br />    Note                                               297<br /><br />    Gli autori                                         369<br /><br />    Indice analitico                                   373</div>]]></description>
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         <title>partygroove ha detto... Sabato 24 marzo - ore 21.00 Auditorium Rai - TORINO </title>
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         <pubDate>Tue, 10 Apr 2007 16:13:20 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">Feb 23 2007, 22:20 Sabato 24 marzo - ore 21.00 Auditorium Rai - TORINO <br />Decano della musica africana in Europa, dove è arrivato nel ’49, autore nei primi anni settanta di Soul Makossa, uno dei più clamorosi exploit discografici degli ultimi decenni, Manu Dibango, camerunese di nascita, francese di adozione, è stato, a ruota di Miriam Makeba e Hugh Masekela, uno dei primi musicisti africani a raggiungere un’affermazione internazionale. Alfiere della nuova musica del continente nero, Dibango non ha però mai dimenticato il suo primo grande amore nella Parigi degli anni cinquanta, il jazz, a cui ultimamente sta tornando con crescente frequenza. Il suo nuovo album, Manu joue et chante Sidney Bechet (Cristal Records, uscito alla fine di gennaio), è un omaggio al jazz delle origini e anche alla culla del jazz, New Orleans, distrutta dall’uragano Katrina, e alla popolazione nera della città, principale vittima del disastro. E in buona parte jazzistico, ma rivisitato alla luce dei ritmi africani, è il repertorio dell’orchestra con cui, per un’unica data italiana, si presenta a Torino festeggiando cinquant’anni di carriera: la Maraboutik Big Band, larga formazione ricca di fiati, alla quale si aggiungeranno per l’occasione due dei più apprezzati esponenti del jazz italiano, il trombonista Gianluca Petrella e il sassofonista Carlo Actis Dato.<br />Che proponga jazz o afro, o una loro gustosa combinazione, che canti con la sua inconfondibile bonomia, che suoni elegantemente il sax o, come gli capita sempre più spesso e come farà a Torino, la marimba (quasi un punto di incontro fra il vibrafono, grande passione di Dibango dentro l’amore per il jazz, e il balafon africano), a settantatre anni Manu rimane un maestro che continua ad impartire lezioni di stile, misura e poesia.<br /><br /><br /><a href="http://www.manudibango.net" rel="nofollow">www.manudibango.net</a><br /><br />partygroove <br /><a href="http://www.lastfm.it/user/partygroove/">http://www.lastfm.it/user/partygroove/</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Manu+Dibango" class="bbcode_artist">Manu Dibango</a></div>]]></description>
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         <title>Live: Ridillo - Bobby Soul(ex-cantante Blindosbarra) - Fatback Band </title>
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         <pubDate>Mon, 2 Apr 2007 13:03:48 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode">Qualcosa si sta muovendo.... <br /><br />....sembra che assieme alla <a href="http://www.last.fm/music/Fatback+Band" class="bbcode_artist">Fatback Band</a> ci sia una delle più rappresentative line up di funk italiano al Link di Bologna, leggete qui di seguito:<br /><br />Segnalato da:<br /><a href="http://www.myspace.com/bootyfunky" rel="nofollow">http://www.myspace.com/bootyfunky</a> <br /><br />&quot;THIS IS THE JOINT! TRYIN' TO PUT FUNKY PEOPLE TOGETHER.... 30TH OF APRIL, JOIN THE PARTY, FATBACKBAND LIVE!!!!!!! BOLOGNA, ITALY LINK Italian Nu - funk net work &quot; Funky Booty&quot; Presenta The <a href="http://www.last.fm/music/FAT+BACKBAND" class="bbcode_artist">FAT BACKBAND</a> Lunedì 30 April 2007 Link Bologna FUNKY BOOTY. Ci siamo accorti che sono in molti in realtà ad occuparsi di funk in italia, fra deejay, giornalisti e musicisti. Perchè non organizzare un raduno? Boot vuol dire stivale e booty è un bel di dietro che balla. Un bel di dietro che balla il funk nello stivale, ma lo produce pure (e in italiano). Da tempo <a href="http://www.last.fm/music/Ridillo" class="bbcode_artist">Ridillo</a> e <a href="http://www.last.fm/music/Blindosbarra" class="bbcode_artist">Blindosbarra</a> sono i gruppi che hanno frequentato con più assiduità questo genere. Saranno entrambi presenti il 30 Aprile al Link di Bologna per il primo di una serie di appuntamenti dedicati. Non direttamente i Blindosbarra ma il cantante <a href="http://www.last.fm/music/Bobby+Soul" class="bbcode_artist">Bobby Soul</a> con il nuovo gruppo <a href="http://www.last.fm/music/Les+Gastones" class="bbcode_artist">Les Gastones</a>, che presenterà un album davvero funk &quot;DRAGHIROSSI &amp; BUCHINERI&quot;. Anche i Ridillo escono ad Aprile 2007 con il loro quinto album dal titolo “SOUL ASSAI BRILLANTE”, il disco nuovo è collegato ad un musical con lo stesso titolo… &quot;<br /><br />Anche se magari non tutti hanno Bologna vicino sopratutto il lunedì, è un esperimeto da tenere d'occhio e magari da replicare in altre città.<br /><br />Appena uscirà un comunicato stampa , se non sarà già presente, lo troverete su lastfm.<br /><br />E' un ottima iniziativa. <br /><br />Un abbraccio<br /><br /><br />P.S. Avevo scritto: &quot;Peccato sia un day-off, ma è pur sempre un ottima iniziativa&quot; non ricordandomi che il giorno dopo è il 1° Maggio!!<br /><br />Connessioni:<br /><a href="http://www.last.fm/music/Fatback+Band" class="bbcode_artist">Fatback Band</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Ridillo" class="bbcode_artist">Ridillo</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Blindosbarra" class="bbcode_artist">Blindosbarra</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Bobby+Soul" class="bbcode_artist">Bobby Soul</a><br /><a href="http://www.last.fm/music/Les+Gastones" class="bbcode_artist">Les Gastones</a></div>]]></description>
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