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            <pubDate>Thu, 1 Jan 1970 00:00:00 +0000</pubDate>
      <lastBuildDate>Thu, 1 Jan 1970 00:00:00 +0000</lastBuildDate>
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      <docs>http://www.audioscrobbler.net/data/webservices</docs>      <title>Insect_Reject's Last.fm Journal</title>
      <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal</link>
      <description>The Last.fm journal for Insect_Reject.
        Last.fm journals are a place to talk about all things music.</description>
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         <title>Recensione SALMO - THE ISLAND CHAINSAW MASSACRE</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/09/08/4mb20c_recensione_salmo_-_the_island_chainsaw_massacre</link>
         <pubDate>Thu, 8 Sep 2011 10:04:53 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Salmo" class="bbcode_artist">Salmo</a> - <a title="Salmo - The Island Chainsaw Massacre" href="http://www.last.fm/music/Salmo/The+Island+Chainsaw+Massacre" class="bbcode_album">The Island Chainsaw Massacre</a></span><br /><br /><a href="http://imageshack.us/photo/my-images/204/0001147057350.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img204.imageshack.us/img204/1876/0001147057350.jpg" /></a><br /><br /><strong>1. Morte in diretta (feat. Dj Slait)<br />2. L'erba di Grace<br />3. Il senso dellodio<br />4. Back On Track (feat. Enigma)<br />5. Vuoto<br />6. La prima volta<br />7. Dj Valium<br />8. Prima di dormire<br />9. Rancho della luna<br />10. Los Ojos del Diablo (feat. El Raton)<br />11. Munchies (feat. Enigma)<br />12. Yoko-ono<br />13. Un dio personale<br />14. Driveway<br />15. Nella pancia dello squalo<br />16. Machete Flow (feat. El Raton) (Pass Out Remix)<br />17. Street Drive-In (Bonus Track)</strong><br /><br />2011 - <span style="color:red">Kick Off Reecords</span><br /><br />Proveniente dalla mia bellissima terra, la <strong>Sardegna</strong>, Maurizio Pisciottu in arte <strong>SALMO</strong> è la nuova potente rivelazione di quella frangia più estrema e <strong>sperimentale</strong> dell’Hardcore Rap italiano. Non si tratta di un novellino alle prime armi però! Infatti dopo un passato da cantante Hardcore Punk (<strong>ToedGein</strong>) e Rap Metal (<strong>Skasico</strong>), Salmo in veste di rapper presenta il suo primo full length “<em><strong>The Island Chainsaw Massacre</strong></em>” un vero e proprio concentrato di innovazione, estremismo e classe.<br /><br />Racchiuso dentro un superbo artwork creato dal noto freelance artist cagliaritano <strong>Franceso Liori</strong>, il disco consta di 17 tracce infiammate. Non un calo, non un riempitivo. Solo e semplicemente distruzione. Scordatevi il rap moscio, privo di significato e infarcito di amenità che ormai spopola nelle radio e nelle music  tv nazionali. <strong>Salmo fa a pezzi i canoni dell’hip hop, ci sputa sopra destabilizzando basi, beat e rime con uno stile unico e personale ma soprattutto travolgente.</strong> Supera i limiti e le regole da puristi del genere e si butta a capofitto in un rap sperimentale, come accennato in precedenza, che si affaccia su varie influenze magari lontane anni luce tra esse ma coese in nome di cattiveria e pesantezza. <strong>Metal, Drum &amp; Bass, elettronica d’assalto, groove bestiale.</strong> Ed il tutto non appiccicato banalmente ma legato da una buonissima scelta dei suoni e da un ottimo flow, un timbrica di voce personale non studiata, ma levigata e molto versatile, probabilmente per il suo passato metal/hardcore (ascoltare i gruppi citati in cui ha militato per farsi un’idea). È presente anche qualche featuring con artisti dell'underground: <strong>En?gma, Dj Slait ed El Raton.</strong><br /><br />I contenuti non mancano inoltre, essendo presente una varietà che non solo va a braccetto con le tante influenze dell’artista, ma offre una molteplicità stilistica ed una efficacia nel raccontare che rendono “<strong>ricco</strong>” l’ascolto e riempiono l’album di diverse e mutevoli sfaccettature, ambientazioni e colori senza cadere nei noiosi e poco convincenti classici clichè del rapper di strada o del gangster coi nemici fantasma di cui il rap pullula. Si passa da attacchi di cinismo, misantropia e sfuriate contro il sistema (“<em>Se non hai soldi è sicuro, non sei nessuno. Ma se sei qualcuno è perché devi soldi a qualcuno!</em>” da <strong>Rancho Della Luna</strong>), contro la nazione (“<em>Amo il senso dell'odio, corroso come chi sa che non sarà mai famoso. Ma per famoso tu che cosa intendi? In Italia è inteso per quanto ti vendi</em>” da “Il Senso Dell’Odio”) a vividi e densi racconti (&quot;<strong>La Prima Volta</strong>&quot;) e ancora altro senza prediche o banale retorica, con decine di riferimenti a personaggi, storie ed altri artisti. Senza contare che alcune tracce sono semplicemente delle perfette mine per i live come “<strong>L’Erba Di Grace</strong>”, delirio costruito su una solida e corposa base <strong>Drum&amp;Bass</strong> o “<strong><em>Street Drive-In</em></strong>”, rappata su rocciose schitarrate dal sapore Metal, intensa specialmente nel momento in cui Salmo proclama “<em>Vengo dal Punk, dal Metal, dal Rap anni 90 e il rap fresh me lo passo in culo stai sicuro</em>”. Letteralmente da brividi!! <br />Ho avuto l’occasione di vederlo diverse volte dal vivo, vi straconsiglio di andare ad un suo concerto. <strong>Scordatevi la classica atmosfera da live rap</strong>; assistere ad un concerto di Salmo è qualcosa che supera le tradizionali abitudini del genere e si va in contro a cumuli di <strong>pogo, violent dance da concerto moshcore e Wall of Death</strong> (!!!). In questi live propone un suo devastante remix di &quot;<strong>Scary Monsters and Nice Sprites</strong>&quot; di <strong>Skrillex</strong> denominato &quot;<strong>Kimbo Slice</strong>&quot;, dove sulla ormai celebre base dubstep destreggia un <strong>eclettismo</strong> e una potenza senza eguali, almeno in italia. Geniale poi l'idea di usare al termine della canzone il suddetto pezzo con i tipici wobble bass della canzone come breakdown finale. Incredibilmente violento! <strong>Da pugni in aria!</strong><br /><br />Abrasivo come pochi altri e monito per chi non sa fare altro che l'esterofilo, Salmo con le mille variazioni della sua musica abbraccia tanti tipi di pubblico diverso e soprattutto chi non ha limiti nell'ascolto della musica troverà <strong>The Island Chainsaw Massacre </strong>davvero addittivo. E non solo come un ottimo prodotto dall'indubbia qualità, ma come <strong>un vero e proprio capolavoro dell'Hip Hop made in Italy.</strong></div></div>]]></description>
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         <title>Recensione GRIDLOCK - FORMLESS</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/07/14/4hi5w0_recensione_gridlock_-_formless</link>
         <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:25:40 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Gridlock" class="bbcode_artist">Gridlock</a> - <a title="Gridlock - Formless" href="http://www.last.fm/music/Gridlock/Formless" class="bbcode_album">Formless</a></span><br /><br /><a href="http://img715.imageshack.us/i/formless.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img715.imageshack.us/img715/7613/formless.jpg" /></a><br /><br /><strong>1. Pallid<br />2. Distance<br />3. Interlude 1<br />4. Return<br />5. Song 23<br />6. Invert<br />7. Interlude 2<br />8. Chrometaphor<br />9. Scratch<br />10. Displacement<br />11. The Eighth Winter<br />12. Re/Module<br />13. Interlude 3<br />14. Atomontage <br />15. Done Processing</strong><br /><br />2003 - <span style="color:red">Hymen Records</span><br /><br />La prima volta che ascoltai questo disco era un venerdì di <strong>Novembre</strong> e mi trovavo a casa, nell’andito del mio balcone. Ricordo che quella sera, uno di quei pomeriggi uggiosi che anticipano l’inverno e hanno qualcosa di esso, saranno state sì e no le 18:00 quando, dopo aver preparato un latte macchiato (da buon pantofolaio, lo ammetto) decisi di smorzare un momento da tutto ciò che avevo da fare per rilassarmi su qualcosa di più aperto, più sperimentale, più luminoso in quella grigia giornata. Sul mio vecchio lettore cd della Philips, che possiedo ancora dai tempi delle scuole medie, inserii &quot;Formless&quot; ultima opera degli statunitensi ormai sciolti Gridlock; ricordo con esattezza che l’approccio con tale capolavoro fu incredibile.<br /><br />Rimasi talmente colpito dalla grandezza di questo disco che ne fui completamente assuefatto, sin da subito. <strong>Le vibrazioni che riesce a trasmettere questo album sono incredibili, inverosimili!</strong> Ed una volta che ci si entra dentro è impossibile uscirne perché &quot;Formless&quot; tocca quella parte più remota di te, sino a farti illuminare gli occhi tale è la meraviglia sonora racchiusa al suo interno.. e la parola esatta per descrivere tutto ciò è una sola: <strong>brividi</strong>. I brividi che ti assalgono quando chiudi gli occhi e sulle note di semplice <strong>Ambient/IDM</strong> della quarta traccia “Return” riesci a farti trasportare.. e una volta che riapri gli occhi, guardi fuori dalla finestra per capire se tutto ciò che sta succedendo è frutto della tua immaginazione.<br /><br />Cominciò a piovere e la musica sembrava andasse in sincronia con ciò che accadeva fuori. I primi vapori sintetici della settima traccia “Interlude2” sono lievi e delicati, accarezzano l’animo ed il cuore di chi la musica riesce veramente a capirla col cuore, e modestamente credo di esservi riuscito questa volta. Sono un nostalgico forse, o probabilmente un esaurito ma credo che coloro che almeno una volta hanno provato tali esperienze di fronte ad un disco siano riusciti perfettamente a capire ciò che sto cercando di raccontare. Formless non è un banale album musicale, <strong>è molto di più</strong>. &quot;Formless&quot; <strong>è la colonna sonora del nostro Io più nascosto</strong>, quell’Io che appare a noi stessi solo nei momenti di pace interiore dove indisturbati dalle pressioni esterne riusciamo a comunicare con le emozioni, con il battere del nostro cuore..e ahinoi è qualcosa di così straordinario che <strong>non riusciamo a raccontarlo perfettamente a qualcun altro, a dargli un colore, una forma</strong>… &quot;Formless&quot; appunto. È come guardare in uno specchio che conosce <strong>solo</strong> il nostro volto, o un sogno lucido che lentamente riusciamo a controllare venendo a contatto con le nostre più intime percezioni e piano piano quell’immediato smarrimento che incontriamo di fronte a qualcosa che ancora non conosciamo, viene abbandonato. Abbracciamo qualcosa di nuovo. E così ci facciamo accompagnare dalle percussioni di “Displacement” in una notte illuminata dai fari delle altre automobili, i neon dei negozi e le voci delle persone. Dentro di noi frullano i pensieri, le preoccupazioni per tutto ciò che la vita ci mette davanti e vorremmo molto più tempo per stare da soli, in tranquillità ed in pace con noi stessi. Lentamente si spengono le luci con “Done Processing” e restiamo ammutoliti di fronte a ciò che c’è appena piombato addosso, un vortice di emozioni, di riflessioni, brividi, brividi e ancora brividi. &quot;Formless&quot; è questo. <strong>È l’appuntamento con ciò che di più vero batte dentro di noi</strong> e in un ora questo vento tiepido ci soffia contro e nell’animo rimane qualcosa: la consapevolezza che forse ogni tanto restare da soli a pensare e a conoscerci sia molto più interessante di perdere tempo facendo qualcos’altro che all’apparenza sembra più importante... <strong>cosa è più importante di noi stessi in fondo?</strong><br /><br />Non mi interessa descrivervi tecnicamente come è composto il disco, o quali siano gli strumenti o confrontare le canzoni ad altre o tantomeno ripristinare il vortice di parole che ho scritto. Questo è tutto ciò che &quot;Formless&quot; mi ha lasciato dentro e spero che, qualora lo ascoltiate, faccia lo stesso anche con voi……</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione IPERYT - NO STATE OF GRACE</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/07/14/4hi5ec_recensione_iperyt_-_no_state_of_grace</link>
         <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:20:05 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Iperyt" class="bbcode_artist">Iperyt</a> - <a title="Iperyt - No State of Grace" href="http://www.last.fm/music/Iperyt/No+State+of+Grace" class="bbcode_album">No State of Grace</a></span><br /><br /><a href="http://img580.imageshack.us/i/297613.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img580.imageshack.us/img580/3597/297613.jpg" /></a><br /><br /><strong>1. No State Of Grace<br />2. Scars Are Sexy<br />3. A Pocket Size Armageddon<br />4. Antihuman Hate Generator<br />5. Blades Of Malice &amp; Scorn<br />6. The Antithesis<br />7. Keep Your Eyes Closed<br />8. Into The Mouth Of Madness<br />9. Nuclear Mornings<br />10. The Player<br />11. In Morbid Rapture</strong><br /><br />2011 - <span style="color:red">Iperyt Prod./Witching Hour Productions</span><br /><br />Quale modo migliore per rinfrescarsi in queste torride giornate di fine giugno, se non un energico dischetto di <strong>gelido Industrial Black/Death Nucleare</strong>? Una granita?<br /><br />Arrivano dalla religiosissima città polacca di <strong>Katowice</strong> gli Iperyt. Ragazzetti tranquilli (due di loro suonano anche negli Infernal War) se non fosse per le loro continue pulsioni e perversioni riguardanti guerra, bombe atomiche, olocausti e genocidi; il nome stesso Iperyt è la traslitterazione polacca del &quot;<strong>Sulphur Mustard</strong>&quot; o &quot;<strong>Iprite</strong>&quot;, temibile arma chimica ampiamente usata dalla Prima Guerra Mondiale in poi. Ma veniamo al disco!<br /><br />&quot;No State Of Grace&quot;, autoprodotto e <strong>secondo disco</strong> della band, si compone di 11 tracce velocissime e violentissime vuoi per la malsana e ben programmata fulminea <strong>Drum Machine scheletro delle canzoni</strong>, vuoi per le taglienti chitarre dei tre chittarristi che compongono la band. Una sfuriata in perfetto stile Black Metal con qualche accento Death Metal (come se non bastasse) e qualche assolo non troppo cervellotico ad irrobustire il tutto. Le vocals (screams e growls) acide e prorompenti declamano attacchi personali nichilisti e assolutamente negativi che vanno a braccetto con la mole di samples e di <strong>beats gabber techno</strong> che arricchiscono il tutto, regalando alle orecchie dell'ascoltatore una mole sonora acida ed invalicabile, furiosa e martellante, che si concede però anche a strane e convulse <strong>melodie</strong>.<br /><br />Il punto di forza del disco infatti è proprio questo, <strong>un violento attacco &quot;in your face&quot;</strong> che non ha rallentamenti, se non nelle parti in cui si enfatizzano più i samples e gli andamenti elettronici che, occhio, non sono solamente incastrati ma garantiscono un <strong>perfetto ed uniforme marasma glaciale</strong> e alla fine del disco ci troveremo proprio come il bel tizio in copertina con la maschera antigas totalmente escoriato ed ingrigito. Il clima che si respira nei tre quarti d'ora d'ascolto è proprio questo: bombardamenti, catastrofi nucleari e <strong>desolazione</strong> dovuta al fatto che la pazzia dell'uomo e la sua fame di potere hanno stravinto sull'uomo stesso e quest'ultimo non può fare altro che accettarlo. Una visione oggettiva e prettamente negativa di un mondo non tanto distante dal nostro.<br /><br />Le tracce forti del disco sono la title-track, &quot;<em>Anti Human Hate Generator</em>&quot; e &quot;<em>The Antithesis</em>&quot; veramente coinvolgenti coi loro ritmi techno, &quot;<em>Keep Your Eyes Closed</em>&quot; straniante, con il suo sample ripetuto per tutta la canzone, &quot;<em>The Player</em>&quot; dotata di un efficace chorus e &quot;<em>Nuclear Mornings</em>&quot; brutale e velocissima. La produzione non brilla di pulizia, sebbene sia abbastanza fredda e combaci con lo stile della band.<br /><br /><strong>Non esaltano per originalità</strong> gli Iperyt, c'è chi nel loro genere si è divertito ad esplorare ancora di più il concetto di sperimentazione electro/rumoristica in connubio con il metal estremo, ma possono contare sull'efficacia del loro devastante attacco quasi Grind che, in certe situazioni, mi ha riportato alla mente i defunti <strong>The Berzerker</strong>.<br /><br />Se siete amanti di sonorità violente e claustrofobiche e amate il metal unito all'elettronica dategli un ascolto, potrebbe interessarvi; se non amate questo tipo di esperimenti statene assai alla larga, è meglio la granita!</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione PEST - NECESSARY MEASURES</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/07/14/4hi4q7_recensione_pest_-_necessary_measures</link>
         <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:11:48 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Pest" class="bbcode_artist">Pest</a> - <a title="Pest - Necessary Measures" href="http://www.last.fm/music/Pest/Necessary+Measures" class="bbcode_album">Necessary Measures</a></span><br /><br /><a href="http://img638.imageshack.us/i/6246necessarymeasures.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img638.imageshack.us/img638/3783/6246necessarymeasures.jpg" /></a><br /><br /><strong>1. Chicken Spit<br />2. Duke Kerb Crawler<br />3. Jefferson Shuffle<br />4. Heard Yer Bird Moved In<br />5. Slap On Tap<br />6. St. Pest<br />7. Dr. Umz<br />8. Moody Hoe<br />9. Murda<br />10. Relief</strong><br /><br />2003 - <span style="color:red">Ninja Tune Records</span><br /><br />La prima volta che sentì questo disco mi sembrò di essere <strong>Luke Skywalker</strong> nel primo episodio della saga di Guerre stellari che, in compagnia di Obi-Wan Kenobi, entra nella <strong>cantina di Mos Esley a Tatooine</strong> per cercare <em>Han Solo</em>. Appena entrano c'è quella <strong>super mega band figa di alieni capoccioni che suonano (scapocciando) una specie di funk-jazz stralunato e spassoso</strong>. Poi Han Solo fa fuori quello e...<br />Amici miei, il disco che mi appresto a raccontarvi è uno degli esempi più geniali e schizzati di quel futuristico ed eclettico movimento/genere musicale denominato <strong>Nu-jazz</strong>. Il gruppo in questione, proveniente da Londra, è tra le band di punta del genere, e nel 2003 ha rilasciato questa perla, <strong>Necessary Measures</strong>, prodotta dall'etichetta leader di questa musica: la “<strong>Ninja-Tune</strong>”, famosa tra l'altro per aver prodotto anche il capolavoro (secondo chi scrive) di <strong>Amon Tobin</strong>, &quot;Supermodified&quot;.<br /><br />Una fiera di suoni, colori, ambientazioni e ritmi. Il tutto suddiviso in 10 tracce per la durata di cinquanta minuti; si parte con &quot;Chicken Spit&quot;, giocosa e divertente e si salta a &quot;Duke Kerb Crawler&quot;, funky e hip-hop, in cui sono sicuro che <strong>The Game</strong> si troverebbe veramente a suo agio a costruirci sopra delle rime. Neanche il tempo di pensare e subito scatta la sognante &quot;Jefferson Shuffle&quot;, con un intramezzo particolare, folkloristico quasi. &quot;Heard Your Bird Moved In&quot; e &quot;Slap On Tap&quot; sono le mie preferite! Tra scratchate, violoncelli, tromboni e campionamenti ci sembra di essere alla <strong>giostra del surrealismo, dove tutto è malato e alterato ma posato sistematicamente al suo posto</strong>. Non da meno la parte finale di questo fantastico disco, costruita da un movimentato susseguirsi di atmosfere differenti: accese e frenetiche quando i musicisti danno sfoggio di tutte le loro idee, passionali e rilassate quando decidono di mollare un po’ la corda e suonare più tranquilli, disposti a farci viaggiare. <br /><br /><strong>Acid-jazz, trip-hop, funky, rappate a caso, elettronica da dance-floor, drum’n’bass</strong>... Il tutto eseguito da delle <strong>sottospecie di androidi in giacca e cravatta</strong>. Perchè si, i Pest saranno tecnologici e avanguardisti, ma con un retrogusto chic e raffinato. I suoni sono ricercati, freschi e le composizioni ricche di spunti e creatività. Durante l'ascolto ci spunta dentro una curiosità assurda nell'aspettare e nell'indovinare chissà quali trucchi spuntano fuori dal capello di questi pazzi. Quest'album è un piatto prelibato, appetitoso, preparato da degli chef straordinari, strapieno di ingredienti che lo rendono esplosivo. Procuratevelo e cibatevene più che potete; se non avete barriere negli ascolti questo è il disco che fa per voi, senza dubbio.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione GADGET - FUNERAL MARCH</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/07/14/4hi3x1_recensione_gadget_-_funeral_march</link>
         <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 17:02:37 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Gadget" class="bbcode_artist">Gadget</a> - <a title="Gadget - Funeral march" href="http://www.last.fm/music/Gadget/Funeral+march" class="bbcode_album">Funeral march</a></span><br /><br /><a href="http://img89.imageshack.us/i/06thefuneralmarch.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img89.imageshack.us/img89/2061/06thefuneralmarch.jpg" /></a><br /><br /><strong>1. Choked<br />2. Feed On Lies<br />3. Requiem<br />4. I Am<br />5. Tristessens Fort<br />6. H5N1<br />7. Everyday Ritual<br />8. Day Of the Vulture<br />9. God Of Led<br />10. Vägen Till Graven<br />11. Illusions Of Peace<br />12. Black Light<br />13. Out Of Pace<br />14. Let The Mayhem Begin<br />15. Bedragen<br />16. The Anchor<br />17. Tingens Förbanneise</strong><br /><br />2006 - <span style="color:red">Relapse Records</span><br /><br />Provenienti da Gävle, nella gelida Svezia, i <strong>Gadget</strong> sono un'importante realtà Grindcore odierna.<br /><br />Addittati da molti di essere gli eredi dei compianti <strong>Nasum</strong>, questi quattro ragazzi suonano un Grind molto veloce e particolare, contaminato in certi momenti dall'industrial e in altri dal doom, e non solo; recentemente hanno pubblicato uno split con gli americani Phobia sotto Relapse Records così come il disco di cui vi parlerò in questa recensione.<br /><br />Il platter si intitola <strong>The Funeral March</strong>, è il loro secondo album ed è uscito nel 2006 dopo <strong>Remote</strong> del 2004. Consta di 17 velocissimi brani, chi più chi meno, quasi tutti sotto la soglia dei due minuti e mezzo. Un violentissimo e cattivissimo assalto sonoro inarrestabile. Ma cosa rende particolare e distinguibile questo disco rispetto alla miriade di produzioni Grind odierne? Quali sono i punti forti di questo disco?<br /><br />1) L'uso delle <strong>melodie, malate e convulse</strong>, che incastrate nei microtessuti di queste canzoni coinvolgono l'ascoltatore in un headbanging ferocissimo, spaccaschiena. Intendiamoci non sono melodie melensi e sdolcinate, ma cazzute e perfide! Di quelle che se le ascolti quando sei particolarmente incazzato ti fanno crescere un fuoco dentro, un fuoco colmo di grinta e voglia di spaccare a mani nude il cranio di qualcuno (lol, ho reso l'idea?). Prendete la prima traccia &quot;Choked&quot; o le seguenti &quot;Requiem&quot; e &quot;Let The Mayhem Begin&quot;, tre randellate sui denti.<br /><br />2) Gli intramezzi <strong>doomeggianti</strong>. Canzoni come &quot;Everyday Ritual&quot;, intrisa di campionamenti bellici, o &quot;Tingens Förbanneise&quot; spezzano il ritmo furioso del disco e lo portano talvolta in un climax discendente di desolazione e distruzione; interventi azzeccatissimi e curatissimi.<br /><br />3) Il riffing! Caz#o si! Le chitarre sono <strong>motoseghe</strong>, velocissime e brutali, ossessive e instancabili rendono la proposta dei Gadget un Panzer indistruttibile e inarrestabile. E non solo... ogni tanto questi gran bastardoni infilano quì e lì qualche riff Black Metal, infernale ed irresistibile, come a dire: &quot;caz#o volete, siamo svedesi. Vuoi che ogni tanto non ci venga voglia di suonare come i Marduk o i Dissection?&quot;. Scherzi a parte il lavoro dei due chitarristi è molto ben strutturato.<br /><br />4) La produzione e la tecnica dei musicisti. Trame Hardcore/Grind/Death sostenute da una batteria in primo piano e declamate da un cantante che alternando voce gutturale a voci più acute, offrono un lavoro molto ispirato in cui sia che l'album venga preso come un unicuum, sia che le tracce vengano ascoltate singolarmente possiamo benissimo cogliere la <strong>schiettezza</strong> e l'essere diretto di questa rappresaglia di Grindcore moderno.<br /><br />Questi quattro elementi rendono The Funeral March un buon esempio di pura e geniale personalità, in mezzo al marasma molte volte noioso (escluse le diverse eccezioni) del Grindcore moderno. Procuratevelo se vi piace il suddetto genere e se amate l'<strong>originalità</strong> applicata ad esso.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione ABORYM - PSYCHOGROTESQUE</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2011/07/14/4hi2sj_recensione_aborym_-_psychogrotesque</link>
         <pubDate>Thu, 14 Jul 2011 16:47:10 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Aborym" class="bbcode_artist">Aborym</a> - <a title="Aborym - Psychogrotesque" href="http://www.last.fm/music/Aborym/Psychogrotesque" class="bbcode_album">Psychogrotesque</a></span><br /><br /><a href="http://http://img8.imageshack.us/img8/2378/aborympsychogrotesque.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img8.imageshack.us/img8/2378/aborympsychogrotesque.jpg" /></a><br /><br /><strong>1.I<br />2.II<br />3.III<br />4.IV<br />5.V<br />6.VI<br />7. VII<br />8. VIII<br />9. IX<br />10. X</strong><br /><br />2010 - <span style="color:red">Season Of Mist</span><br /><br />Gli Aborym sono tornati. <br /><br />Quattro anni sono passati da quel capolavoro, quel macigno pregno di negatività che risponde al nome di &quot;Generator&quot;. Un album distruttivo e annichilente che introduceva grosse novità all'interno della musica degli Aborym, rendendo il suono più organico ma sempre più estremo, dove il robotico si fondeva alla perfezione con l'umano.<br /><br />Personalmente credevo fosse difficile emulare un disco del genere, con delle atmosfere e dei caratteri così particolari e musicalmente &quot;avanti&quot;... Ebbene con &quot;Psychogrotesque&quot; <strong>gli Aborym si sono superati</strong>. Definitivamente. Hanno fatto un balzo così in avanti che ora, chi li vede più? &quot;Psychogrotesque&quot; è il disco più distruttivo e annichilente che il combo romano abbia mai partorito, e se pensavate che con &quot;With No Human Intervention&quot; o con il fuoco magico di &quot;Fire Walk With Us&quot; gli Aborym fossero andati oltre, beh.. questo disco vi farà realmente paura.<br /><br /><strong>È estremo, oscuro, malato e deviato</strong>. E nei suoi arrangiamenti, nel suo sperimentare e nel suo raccontare un concept totalmente psicotico ma realistico, stupisce, lascia senza parole. La voce malata di quel genio di Fabban, accompagnato da Hell:IO:Kabbalus (mente già di quel masterpiece di &quot;Kalki Avatara&quot;, e già nei Malfeitor) alla chitarra e dalla piovra Bard Faust alla batteria, <strong>decanta tramite la metafora dell'ospedale psichiatrico, la situazione dell'uomo moderno, lobotomizzato dal sistema e ridotto ad essere un sub-umano</strong>; ronzii di mosche ci accompagnano in questo lungo viaggio: una sola traccia divisa in dieci capitoli dei quali ognuno ci regala emozioni diverse. C'è la paura, lo sconforto, il disagio, ed una sporca sensazione di claustrofobia e terrore, come se fossimo noi il tormentato protagonista del disco. <strong>Tra riff violenti, tappeti di synth</strong> (&quot;II&quot;) <strong>e sfuriate in Blast-beat</strong> (&quot;III&quot;, &quot;VI&quot;, &quot;VII&quot;), <strong>tra evocative declamazioni horrorifiche</strong> (&quot;IV&quot;), <strong>assoli di Sax</strong> (&quot;V&quot;) <strong>e tra momenti di schizofrenia techno-ebm</strong> (&quot;VIII&quot;), &quot;Psychogrotesque&quot; ci lascia svuotati dentro. Terrorizzati. Cosa che centinaia di gruppi Black Metal o Death Metal oggigiorno vorrebbero fare ma non se lo possono permettere; <strong>la voce di Fabban è la voce di un mostro, agghiacciante e perfida</strong>, sia nei momenti più brutali che in quelli più slow e ragionati, dove in maniera diretta ci sputa addosso negatività e sofferenza, o nei momenti più elettronici dove sfodera una timbro duro e cupo. <strong>La produzione è perfetta, cristallina</strong>, coadiuvata anche da Marc Urselli (Memory Lab, e oltretutto tecnico del suono di John Zorn ed Eric Clapton) e fantastiche sono anche le collaborazioni con altri artisti; per citarne alcuni: Giulio Moschini, Richard K Szabo di TWZ, Pete dei Blood Tsunami, il grande Davide Tiso from Ephel Duath e la ferocissima <strong>Karin Crisis</strong>, ancora una volta una belva nelle sue sfuriate canore. Per non parlare dell'art-work, dall'agghiacciante copertina, al suo interno molto curato e ricco di numerosi particolari. Chi se lo scarica si perde parecchio, lo sfondo esatto per questo disco.<br /><br /><strong>&quot;Psychogrotesque&quot; è L'Album Extreme-Metal</strong>, l'avanguardia musicale e, secondo chi scrive, il disco dell'anno.<br /><br />L'ennesimo capolavoro, di una band che non ha mai avuto paura di osare ed andare aldilà di tutti quegli pseudo-limiti che spesso chi è troppo stupido o troppo chiuso mentalmente si impone. Orgoglio Estremo Nazionale.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione MALFEITOR - INCUBUS</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2010/08/14/3ududh_recensione_malfeitor_-_incubus</link>
         <pubDate>Sat, 14 Aug 2010 18:09:31 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Malfeitor" class="bbcode_artist">Malfeitor</a> - <a title="Malfeitor - Incubus" href="http://www.last.fm/music/Malfeitor/Incubus" class="bbcode_album">Incubus</a></span><br /><br /><img src="http://i253.photobucket.com/albums/hh70/pitchblackprod/The%20Offering/Reviews/malfeitor-incubus-2009.jpg" /><br /><br /><strong>1. Down with Me<br />2. Into the Qliphot of Golachab<br />3. Mysterious,Mystical, Majestic<br />4. Promethean Fire<br />5. Typhonian Gods<br />6. Dark Saturnian Chaos<br />7. The Other Half<br />8. Void of Voids<br />9. Incubus<br />10. Antisaturno (Thùnapsù)</strong><br /><br />2009-<span style="color:red">Agonia Records</span><br /><br />Dopo averci impressionato nel 2007 con il feroce e più che positivo debut album <em>Unio Mystica Maxima</em>, tornano nel 2009 i <strong>Malfeitor</strong>, band Black Metal Italianissima guidata da Fabban, mente già dei più sperimentali Aborym. Al contrario di come alcuni pensano, questo non è un suo semplice side-project meno sperimentale, ma una nuova e assai valida realtà estrema tricolore. Se l'album di debutto era composto da tracce violentissime e schiette, questo secondo episodio è più ragionato e maligno nei suoi attacchi, colmi di negatività e sofferenza. Con questo non voglio dire che sia meno violento, ma è semplicemente la naturale evoluzione del suo predecessore. Fabban è migliorato molto nell'impostazione canora, le chitarre marcissime e violente ed il resto degli strumenti accompagnati da una produzione calda e corposa, ci regalano un devastante e indistruttibile  Wall of Sound che sovrasta il confronto con le caparbie produzioni di Marduk, Immortal e compagnia norrena. E come se non bastasse la musica dei Malfeitor è impregnata di un alone nero e putrefatto, per via dei suoi testi occulti e negativi, secondo me inscindibili dalla musica; questi testi non sono i classici &quot;viva satana, gesù muori, brucia la chiesa!&quot;, ma come raccontano gli stessi autori, sono delle vere e proprie discese in V.I.T.R.I.O.L., dei richiami alla Kabbalah e alla Sephiroth, alle divinità più antiche e all'esoterismo più oscuro. Ed è così che balzano all'orecchio coltellate come la violenta opener <em>Down with me</em>, o la seconda traccia <em>Into the Qliphot of Golachab</em> che parte cadenzata e oscura per poi sfocciare in un marasma claustrofobico di Screams e Blastbeats come è caratteristico nel genere. O ancora <em>Mysterious,Mystical, Majestic</em> con le sue sinistre melodie e i cori sintetici nel chorus, e la malevola <em>Dark Saturnian Chaos</em>. In conclusione è posta la potentissima Title-track e la lunga e rumoristica <em>Antisaturno (Thùnapsù)</em>, altro occulto esperimento ben riuscito e spiegato nel superbo artwork che accompagna il disco. In definitiva un album molto interessante di un'ottima band italiana, che va ascoltato per bene al fine di assaporarne appieno i vari strati del suo nero contenuto.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione HERITECH - XENOPATHIC BIOCIDE</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2010/07/17/3s4vt1_recensione_heritech_-_xenopathic_biocide</link>
         <pubDate>Sat, 17 Jul 2010 20:05:31 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/HeritecH" class="bbcode_artist">HeritecH</a> - <a title="HeritecH - Xenopathic Biocide" href="http://www.last.fm/music/HeritecH/Xenopathic+Biocide" class="bbcode_album">Xenopathic Biocide</a></span><br /><br /><a href="http://img231.imageshack.us/i/191602.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img231.imageshack.us/img231/4382/191602.jpg" /></a><br /><br /><strong>1.De-composure<br />2.Grandiose Grotesqueries<br />3.Deathscape Dataclash<br />4.Xenopathic Biocide<br />5.Osmotic Epidemic<br />6.Digital Apocalypse</strong><br /><br />2007 - <span style="color:red">Independent</span><br /><br />Passati inosservati ai più, in Europa ed in Italia, gli HeritecH sono un'assai promettente realtà estrema proveniente dall'underground americano e hanno all'attivo questo demo ed EP uscito nel 2008. Guidano questo ultra-project, Sokaris e Dodd; dall'aspetto due ragazzi comuni,  quasi due nerd (!), ma in realtà dei maniaci, degli psicopatici con perversioni robotico-industriali, due manipolatori sonori, due prodigi della musica d'avanguardia a cui piace disturbare e shockare l'ascoltatore. La loro proposta musicale è un Harsh Industrial Metal, con influenze Black Metal e Avantgard Metal, e non solo. Il fumante calderone di Xenopathic Biocide emana un acro odore post-apocalittico, assieme ad inquietanti visioni di distruzione e desolazione. Immaginatevi di svegliarvi un giorno: la città è fumante, il cielo grigio piombo, buona parte della popolazione mondiale decimata, i grattaceli distrutti, nessuna speranza e le macchine impervie controllano l'umanità pregne, tra ingranaggi e chips, di cattiveria e intelligenza propria; il tutto in un sottofondo di lancinanti urla di dolore, e rigidi rumorismi di movimenti meccanici. Questo è Xenopathic Biocide. E' la completa conversione dell'umano in macchina, un umano che perde le sue debolezze e si sottopone agli schemi binari dell'era del computer; i sentimenti soccombono avvelenati da bleeps e softwares. Voi direte: &quot;cazzo Insect, tutta sta telenovela sci-fi per un demo di sei canzoni!&quot;, ebbene questo demo, a parte tutte le interpretazioni dettate dall'ego, è un grande esempio di come la musica cambi anno dopo anno, e con la sperimentazione si raggiungono vette elevate che solo chi prova e sperimenta sa. E così si destruttura la forma canzone e si creano schegge quali l'inquietante &quot;<strong>Osmotic Epidemic</strong>&quot; o la tetra &quot;<strong>Digital Apocalypse</strong>. Le chitarre sono chiuse e plastiche, le vocals al limite del robotico ed elettrica è la sezione ritmica affidata ad una serratissima drum machine. Fin dove si può spingere la sperimentazione, musicale e non? Gli HeritecH sanno benissimo che non ci sono limiti, e questo dischetto ne è la prova. Consigliato a coloro che amano la musica sperimentale e d'avanguardia e anche a chi per primo si vuole avventurare in questo genere musicale, che troverà questo disco come un buon portone d'entrata a queste sonorità.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione DUKE MONTANA - GRIND MUZIK</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2010/06/27/3qkmu0_recensione_duke_montana_-_grind_muzik</link>
         <pubDate>Sun, 27 Jun 2010 14:56:06 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Duke+Montana" class="bbcode_artist">Duke Montana</a> - <a title="Duke Montana - Grind Muzik" href="http://www.last.fm/music/Duke+Montana/Grind+Muzik" class="bbcode_album">Grind Muzik</a></span><br /><br /><a href="http://img19.imageshack.us/i/dukemontanagrindmuzik.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img19.imageshack.us/img19/1281/dukemontanagrindmuzik.jpg" /></a><br /><br /><strong>1- vendetta<br />2-grind muzik<br />3-black bandana Feat Noyz Narcos<br />4-punta in alto<br />5-sempre in movimento<br />6-bloody﻿ melodies<br />7-colors skit 1<br />8-making moves<br />9-sottosuolo feat Metal Carter<br />10-colors skit 2<br />11-psycho killers<br />12-golden age feat ITP<br />13-material boy feat 1Zuckero and Pepy<br />14-my city feat Montenero<br />15-el dorado<br />16-è rap romano feat GDB<br />17- diss track<br />18-lo show<br />19-colors skit 3﻿</strong><br /><br />2006 - <span style="color:red">Propaganda Records</span><br /><br />In un artwork tanto curato quanto fumettistico è racchiuso il nuovo mixtape di <strong>Duke Montana</strong>. Il rapper romano facente parte del <strong>TruceKlan</strong>, assieme ad altri suoi fidati compagni, da alle stampe questo nuovo disco che racconta in maniera sempre più delineata, ma senza inventare nulla di nuovo, le difficoltà della vita di strada, i suoi problemi e le sue regole, la fratellanza a coloro che &quot;sono chiusi dentro&quot; e tanta tanta rabbia; tutto ciò è raccontato, in un misto di inglese e italiano, con brutalità e sfrontatezza, caratteristiche comuni nei però diversi e particolari slang di Duke e colleghi. Dopo l'intro prodotto dal Master Gengis Khan comincia il divertimento. Tra le prime tracce sono in evidenza la title-track, &quot;<strong>Sempre In Movimento</strong> e <strong>Black Bandana</strong>, con <strong>Noyz Narcos</strong> come special guest, e ancora la malinconica &quot;<strong>Bloody Melodies</strong>&quot;. Molto bella &quot;<strong>Making Moves</strong>&quot;, prodotta dal giovanissimo &quot;<strong>Sick Luke</strong> e &quot;<strong>Sottosuolo</strong>&quot; con le rime sanguinose del sergente di metallo Metal Carter. Dopo una breve skit, ci sono secondo me le tracce migliori del disco, sia per i beat che per le rime del Duca e ospiti. La prima <strong>Psycho Killers</strong>, mi verrebbe da dire quasi da pogo, in cui Duke incastra rime con cattiveria e fierezza, da  veterano della strada che non ha paura dei nemici e li sprona addirittura ad essere più cattivi; <strong>Golden Age</strong> canzone da ghetto proprio, con protagonisti gli In The Panchine con i loro flow deliranti, e infine <strong>Material Boy</strong>, con i marcissimi <strong>1Zuckero</strong> e <strong>Pepy</strong>, altro rapper facente parte dell'underground romano. Spazio anche per Montenero su &quot;<strong>My City</strong>&quot; e per i GDB su &quot;<strong>E' Rap Romano</strong>&quot;, senza dubbio traccia manifesto di questa musica. In chiusura c'è pure una traccia dissing verso l'odiato Frankie Hi Nrg, colpevole di aver &quot;sputato merda sulla cricca&quot; in seguito ai fatti e agli arresti del 18 settembre 2009. Posso dire di aver abbastanza apprezzato <strong>Grind Muzik</strong>, disco che racconta senza mezzi termini com'è la vita nelle strade, quando le uniche cose che contano sono il rispetto, la fedeltà tra i compagni e l'accumulare e il produrre denaro.</div></div>]]></description>
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         <title>Recensione HAEMORRHAGE - APOLOGY FOR PATHOLOGY</title>
         <link>http://www.last.fm/user/Insect_Reject/journal/2010/06/06/3oupgk_recensione_haemorrhage_-_apology_for_pathology</link>
         <pubDate>Sun, 6 Jun 2010 10:33:35 +0000</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div class="bbcode"><div style="text-align:center"><span style="font-size:14pt">Recensione <a href="http://www.last.fm/music/Haemorrhage" class="bbcode_artist">Haemorrhage</a> - <a title="Haemorrhage - Apology for Pathology" href="http://www.last.fm/music/Haemorrhage/Apology+for+Pathology" class="bbcode_album">Apology for Pathology</a></span><br /><br /><a href="http://img717.imageshack.us/i/apology20for20pathology.jpg/" rel="nofollow"><img src="http://img717.imageshack.us/img717/1023/apology20for20pathology.jpg" /></a><br /><br />1.Posthumous Predation<br />2.Feasting on Purulence<br />3.Frenzied Genital Carbonization<br />4.Antemortem Thanatopraxis<br />5.Disgorging Innards<br />6.Excruciating Denervation of the Lumbar Spine<br />7.Cadaveric Metamorphose<br />8.Syndicate of Sickness<br />9.Edible Necrectomy<br />10.Festerfeast<br />11.Intravenous Molestation of Obstructionist Arteries (o-pus V)<br />12.Furtive Dissection<br />13.Surgical Extravaganza<br />14.Apology for Pathology<br />15.Satanachist (Venom cover)<br /><br />2006 - <span style="color:red">Morbid Records</span><br /><br />Dopo averci massacrato i timpani nel 2002 con quel capolavoro che risponde al nome di <strong>Morgue Sweet Home</strong>, nel 2006 gli spagnoli Haemorrhage danno alla luce un altro Mega-Masterpiece ancora più malato, perverso e distruttivo: <strong>Apology For Pathology</strong>. Il disco, composto da 15 schegge di devastante Death/Grind è un brutale assalto di scuola  Exhumed, e specialmente Carcass, le chitarre infatti mi ricordano molto un certo &quot;Symphonies Of Sickness&quot;, ma non sono una sua banale scopiazzatura, bensì una sua evoluzione. Le tematiche gore/medico-patologiche (come è giusto che sia in questo genere) la fanno da padrone e così tra growls sgraziati ed effettati, impetuosi cambi di tempo, chitarre rapide ma granitiche e bassi distorti il buon <strong>Lugubrious</strong> e  compagni (tra cui spicca la deliziosa Ana) ci raccontano aneddoti orripilanti di autopsie, chirurgia assassina e medicina da ospedali di serie B. Il disco dura poco più di mezzora e la tecnica, nella struttura di ogni singola traccia, è quella che basta per far si che questo disco non stanchi mai ma invogli ad ascoltarlo di continuo. Come stare immobili ai violenti mid-tempos di <em>Antemortem Thanatopraxis</em> o alla ispirata furia di <em>Disgorging Innards</em>. Da brividi e pogo sono poi <em>Festerfeast</em>, e la title-track,  l'apoteosi di questo meraviglioso disco. C'è spazio pure per una cover dei Venom, &quot;Satanachist&quot;, eseguita ovviamente alla maniera degli Haemorrhage. Questi cinque madrileni, assieme ovviamente ai General Surgery e ai Regurgitate, sono gli attuali re del Goregrind e questo album lo dimostra appieno offrendo ai nostri poveri timpani una vera e propria bomba che non deluderà ma soddisferà appieno chi è patito del Goregrind e per la sua PATOLOGICA violenza piacerà anche a coloro non avvezzi al genere.</div></div>]]></description>
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